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U! - liberamente ispirato a Gli Uccelli di Aristofane

Oderstrasse

regia Marco Ciccullo / Cornelia Miceli

anno 2019

attori Marco Ciccullo, Enrico Ravano, Edoardo Rivoira, Gaia Rum

scheda artistica
L’individuo contro la società. Questo è il tema principale emerso dallo studio delle commedie di Aristofane. In molti testi del commediografo ateniese ci viene raccontato come il protagonista, immerso in una condizione di frustrazione, cerchi il riscatto, ribellandosi alle regole della comunità di cui fa parte. L’unico modo che l’io ha per affermarsi è passare obbligatoriamente per la contrapposizione ad una collettività, in un sistema che identifica gli altri come il limite di ogni possibile espansione personale. Da questa riflessione sorge spontanea una domanda: I desideri individuali di un uomo possono coesistere con un benessere comune? Tra le varie commedie messe sotto la lente d’ingrandimento, la scelta è infine ricaduta su “Gli Uccelli”; un testo che avevamo già affrontato grazie all’incontro con l’attore e regista Massimiliano Speziani nel 2016. Il testo racconta di due uomini, Pisetero ed Evelpide, in fuga dalle oppressioni della città e alla ricerca di un posto tranquillo dove vivere un’esistenza libera e spensierata: Il regno degli uccelli. Qui Il desiderio di evasione dei due protagonisti si trasforma poco alla volta in un desiderio di prevaricazione. Lo spazio incontrollato degli uccelli diventa così una piccola città-stato, sotto il comando dell’uomo. Abbiamo rimaneggiato il testo originale. Le parti maggiormente sensibili del testo e sulle quali abbiamo concentrato molte attenzioni sono sicuramente le parabasi; ovvero, gli intermezzi della commedia antica, durante i quali l’autore, attraverso il coro, espone delle riflessioni sulla vicenda, rivolgendosi direttamente al pubblico. Abbiamo allargato la nostra ricerca di materiale studiando anche opere di altri autori, al fine di comprendere meglio le riflessioni proposte dal commediografo ateniese. Nel 2018 abbiamo trascorso un periodo a Berlino, durante il quale siamo entrati in contatto con Le tecniche corporee del “Mime corporel dramatique” di Etienne Decroux. Queste sono alla base del lavoro fisico degli attori in scena. Il lavoro sul corpo è infatti un aspetto chiave della nostra ricerca. Crediamo che la contrapposizione tra individuo e società possa essere raccontata anche attraverso uno studio del corpo, sia singolo, che corale. Sulla scena sono presenti delle cassette di plastica colorate, dei mattoncini di lego sovradimensionati; queste diventano di volta in volta gli ambienti della commedia, mentre i quattro attori, come un coro di marionettisti, danno vita a tutti i diversi personaggi.

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