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Amore Ricucito

Proprietà Commutativa

regia Alessandro Federico

anno 2020

attori Valentina Virando e Alessandro Federico

scheda artistica
Cosa siamo disposti a fare per riparare qualcosa che si è rotto? In una casa che sembra una scatola da cui non si riesce a uscire, vediamo Abby e Stu, che tentano in tutti i modi di aggiustare una vita labile, che non si risolve, che è piena di sbagli e recriminazioni. 11 pezzi di un’esistenza che supplica di essere messa in ordine, con una crudezza disarmante e un’ironia dissacrante. Il montaggio dello spettacolo non segue un tempo lineare, ma accavalla e modifica i ricordi. I due protagonisti passano attraverso ruoli lontani e rapporti crudeli, tanto che lo spettatore sarà costretto a chiedersi, e poi a scoprire, il vero motivo di questo continuo gioco al massacro, fino alla rivelazione finale che ribalterà la visione degli accadimenti. Uno strappo. Un tentativo e un desiderio folle di ricucire, di ricucirsi, di ricominciare. Uno squarcio che ci porta violentemente dentro le dinamiche più autentiche e feroci che si consumano all’interno della coppia. Dove inizia l’amore, finisce la libertà? Il testo dello scozzese Anthony Neilson ci ha permesso di entrare nella vita dei due protagonisti, e di poterla raccontare senza alcuna volontà di giudizio, seguendo i loro continui ridicoli e disperati tentativi di fissare qualcosa che continua a sfuggire. Qualcosa di per sé sbilenco, disordinato, di cui non riescono a trovare la soluzione per quanto ci provino. Il loro è un grande amore che, nonostante tutto, non si arrende, che li tiene sospesi tra ironia e tragedia, vertici di un pendolo che oscilla tra un sorriso e l’abisso, e non si ferma mai. In proscenio bottiglie e bicchieri pieni di vino, vogliamo che lo spettatore assista a questo gioco al massacro attraverso il filtro dell'alcool, filtro che condiziona anche i due protagonisti. Essendo una coppia anche nella vita, abbiamo scelto di aderire completamente alla vicenda, immergendoci nel testo, avvicinandolo per quanto più possibile a quello che siamo noi. Non vogliamo che lo spettatore assista a uno spettacolo ma che senta che ci stia spiando. Come se si trovasse invisibile dentro casa nostra. Un livello di verità pericoloso, senza rete, che tenta di restare lontano dalla rappresentazione.

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