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Amore Ricucito

Proprietà Commutativa

regia Alessandro Federico

anno 2019

attori Valentina Virando e Alessandro Federico

scheda artistica
Una scatola. Come fosse una vecchia gigantesca cassetta per la frutta. Dentro Abbie e Stu, che vivono, o meglio rivivono, le scene più segnanti della loro relazione senza possibilità di uscire mai. Senza possibilità di risolvere mai, ma obbligati ad andare avanti e indietro nel tempo e nella memoria che non passa. Una casa scatoletta, una prigione in miniatura, dove i personaggi sono costretti a fronteggiare, in uno spazio vitale piccolissimo, il dramma che li attende o che si è già compiuto. Lo spettacolo comincia con una gravidanza non pianificata e inizialmente non voluta; le scene successive ripercorrono la memoria dei due protagonisti con un montaggio che non segue un tempo lineare, che accavalla e modifica i ricordi così come lo spazio temporale. Prostituta e cliente? O forse solo genitori innamorati che vivono la tragedia della perdita del figlio: i due protagonisti passano attraverso ruoli così lontani tra loro e attraverso rapporti così crudeli, che lo spettatore sarà costretto a chiedersi, e poi a scoprire, il vero motivo di questo continuo gioco al massacro, fino alla rivelazione finale che ribalterà la visione degli accadimenti. Uno strappo. Un tentativo e un desiderio di ricucire, di ricucirsi, di ricominciare. Uno squarcio che porta lo spettatore violentemente dentro le dinamiche più autentiche e feroci che si consumano all’interno della vita di coppia. Il testo scava nella profondità dell’animo umano senza fare sconti a nessuno, con una crudezza disarmante e un’ironia pungente e a tratti disturbante. Dove inizia l’amore, finisce la libertà? Vogliamo lavorare sulla verità estrema. Fino a dove ci si può spingere? Essendo una coppia anche nella vita, abbiamo scelto di aderire completamente alla vicenda, immergendoci nel testo, anche grazie a un lavoro di adattamento per avvicinarlo quanto più possibile a quello che siamo noi, nella nostra intimità, nella nostra casa-scatoletta. Non vogliamo che lo spettatore assista a uno spettacolo ma che senta che ci stia spiando. Come se si trovasse invisibile dentro casa nostra.

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