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Stanza a tre

Extravagarte

regia Giancarlo Moretti

anno 2018

attori Giovanna Cappuccio, Ornella Lorenzano, Katia Nani

scheda artistica
In una stanza di un ospedale si trovano tre donne dell'età di 18, 35 e 50 anni circa. Le due più grandi sono in quella stanza da tempo, la più giovane invece e' arrivata il giorno prima. La storia si svolge in presa diretta: un'ora della loro vita mentre sono in attesa di essere chiamate per il pranzo e durante la quale il dramma personale che ognuna di loro nasconde emergerà impietosamente tra alleanze e scontri feroci. Un'ora in cui ognuna di loro svelerà la propria storia. Un'ora che forse potrebbe cambiare la loro vita. Note sullo spettacolo: Stanza a tre è un testo claustrofobico. Tutto in una stanza, tutti in una stanza. Tre donne, diverse per età e carattere, sono costrette a stare nella stessa stanza di un ospedale per malattie mentali. É tarda mattinata e si è in attesa che chiamino per il pranzo. Una bella giornata di sole rimaverile. Manca un'ora al pranzo, e vengono a sapere che oggi non scenderanno a mangiare con le altre. Rimarranno chiuse in stanza. A questa condizione inaspettata ognuna risponderà con il suo modo di essere: aperture, chiusure, delicatezze, volgarità. È una partita a tre in cui non c'è respiro e di volta in volta ognuna è contemporaneamente complice di qualcuna e nemica di qualcun'altra. Le diversità tra le tre donne sono per età e carattere: 1) Beatrice, 18enne, incazzata con il mondo degli adulti fatto di indifferenza ai suoi bisogni di affetto e accudimento. Genitori separati che si disinteressano. Le sue richieste di attenzione ed aiuto sono disattese e lei per ottenerle si provoca lesioni tagliandosi la pelle. Il sangue sporca e non si leva, crea disgusto. Questo dovrebbe farle ottenere una vendetta, ma lei vorrebbe solo un abbraccio. Ne ricava soltanto un ennesimo abbandono in ospedale. 2) Antonella, 35enne, apparentemente la più debole ma alla fine si rivelerà la più solida delle tre. Aspetta che il marito la venga a riprendere per ricominciare la sua vita familiare e sperare di rimanere incinta dopo aver perso il primo figlio. Un mondo di illusioni il suo: il marito, infatti, l'ha rinchiusa in ospedale perché, in un attacco di depressione post-partum, lei ha tentato di soffocare il figlio che piangeva. Ogni mercoledì aspetta di uscire, ogni mercoledì il giorno passa e rimane dentro. Si aggrappa alla cura del corpo per far rimanere viva la speranza che ancora sia voluta dal marito e dalla sua famiglia. 3) Carla, 50enne, una donna cinica e volgare, odia se stessa ed il suo corpo perché non è mai riuscita ad essere amata per quello che è, ma solo desiderata come oggetto sessuale. Ingannata ed umiliata dagli uomini li odia e racconta continuamente la storia secondo cui ha ucciso e mangiato il suo ultimo amante traditore. Agisce provocando continuamente. Le sue reazioni sono sempre violente e causate dalla rabbia. Lei è l'unica che vuole rimanere chiusa dentro l'ospedale, dice così perché ciò che c'è fuori la disgusta, ma in realtà perché dentro quelle pareti si sente protetta.

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