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BARBABLU'

Compagnia Cattivi Maestri

regia Antonio Tancredi

anno 2019

attori Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta

scheda artistica
Due sorelle lavorano alla maglia intrecciando fili di lana e storie, la loro e quella di un uomo, Barbablù, che un giorno si presenta alla porta. Sta cercando una donna in moglie. Se le sorelle rifiutano la proposta di matrimonio fatta da quell'uomo, non così fa la più piccola, Anna, la più ingenua, la più curiosa. Ma chi è quell'uomo che ogni tanto dà grandi feste e che è alla ricerca di una moglie sempre nuova? E perché ha quella barba così blu? La piccola Anna, da quel momento sarà circondata da accortezze e regali. In cambio dovrà rinunciare a fare domande, ad essere curiosa. Potrà fare tutto quello che vuole tranne usare una piccola chiave. Ad Anna spetterà la scelta, ignorare la chiave e la stanza con i misteri che sono custoditi o aprire quella porta per vedere cosa c’è dietro? La storia di Barbablù inquieta, evoca qualcosa di terribile già nel nome del suo protagonista. Meglio non parlarne, meglio non nominarne neanche il nome perché potrebbe tornare, dice una delle sorelle. E invece proprio il parlarne, il raccontare di lui, di Anna e delle mogli scomparse può aiutare ad allontanare il suo ritorno. La storia di Barbablù è raccontata da quelle due sorelle che per scelta non diventarono mogli di barbablù e che sempre per scelta han deciso di non dimenticare e continuare a raccontare per salvare le sorelle e i fratelli da altri Barbablù. Anche loro, come Anna, decidono di aprire la porta di Barbablù, nonostante possa far paura. Ma le fiabe lo insegnano bene, la paura è qualcosa che bisogna affrontare per poter crescere e compiersi come persona. E nel farlo, bisogna non abbandonare la curiosità e il vero sentire perché in gioco è la vita. Raccontare la fiaba di Barbablù è stato, per noi, come aprire una porta segreta, come quella della storia. Dietro quella porta sono tante le cose da vedere e scoprire, a partire dai resti delle mogli di Barbablù, delle donne che lui ha ucciso perché troppo curiose, perché facevano domande. Una morte che è possibile solo spegnendo i sensi, solo con un lungo e continuo lavoro di svuotamento e de-potenziamento dell’altro, una morte dell’anima prima ancora che della carne Come un predatore, Barbablù isola la sua vittima, la confina nel suo palazzo, le annichilisce i sensi, la rende insicura di ciò che desidera. La sfida di Barbablù ad Anna, non aprire una porta, è solo l’ultima. In palio c’è la vittoria definitiva e completa sulla sua vittima o la sua liberazione. Barbablù è una fiaba che riguarda tutti, piccoli e grandi. Una fiaba che si interroga sulla libertà e sul valore della curiosità e dell’emancipazione. Come ad Anna è richiesto di scegliere se restare “muta” e “cieca” o vedere e agire, così, a noi, spettatori la fiaba chiede di non rinunciare a chiedere a domandare, a non chiudere li occhi, a tenere sempre attivi e attenti i nostri istinti e, se in difficoltà, a chiedere aiuto. Sono qui, dice Barbablù ad Anna, verso la fine, anche noi siamo qui, dicono le sorelle e i fratelli di Anna.

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