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Repertorio Tragico – Antigone/La Tempesta

Collettivo Imperfetto

regia Alessandro Anil

anno 2020

attori Sofia Taglioni, Giovanni Serratore, Francesco Lamantia, Piero Cardano, Angelica Prezioso

scheda artistica
Il punto di partenza di questo lavoro è stato nell’indagare il contatto fra una tragedia scritta agli albori della civiltà occidentale e il nostro presente, non solo a livello tematico, ma anche formale. In altri termini, questo ha voluto dire indagare la tipologia di teatro che è stata la tragedia ai tempi della Grecia, quindi il legame del teatro con la polis ateniese, e fare in modo che questo nucleo si possa aprire nel qui e ora. Da ciò è nata l’inevitabile esigenza di creare una micro-comunità, attraverso l’incontro fra attore e spettatore, all’interno di ciò che oggi può svolgere il ruolo più vicino a un rito sociale; e in un secondo momento calare progressivamente la tragedia all’interno di questa particolare cornice situazionale. Per questo motivo lo spettacolo ha assunto il carattere di un convivio, un incontro fra una conferenza e l'ultima cena, dove gli attori propongono un repertorio, il pubblico ha la possibilità di scegliere ciò che vorrebbe vedere e lentamente, senza accorgersene, inizia a far parte dello spettacolo. Gli attori raccontano sé stessi, le proprie storie, scherzano, offrono da bere e da mangiare, s’interrogano sui vari temi, improvvisano sul testo in base alla conversazione occasionale e lentamente si iniziano a definirsi i personaggi secondo i loro modi e le differenti posizioni sugli argomenti. È in questa situazione apparentemente festante che si sviluppa la tragedia. Lo spettacolo ha iniziato a svolgersi in un contesto puramente performativo, aperto a continui cambiamenti in base alle persone, alle loro vite in quel determinato momento e alle situazioni di volta in volta create. Uno dei primi obbiettivi che questo progetto ha richiesto è stata la ricerca di una metodologia che permettesse l’accoglienza da parte dell’attore, della particolare situazione creata all’interno della propria linea del personaggio. Il carattere imprevedibile che nasce da questa richiesta fatta agli attori, di ancorare ogni parte del testo, ogni situazione, al presente del qui e ora, è stata la ricerca estetica del progetto, con l’intento di ricreare in questo modo quel senso di micro-comunità, di un evento comunitario che sta accadendo esattamente in quell’istante. A questo siamo stati sempre fedeli. Una fedeltà che nasce dal progetto stesso. Hegel dice dell’Antigone “La manifestazione più pura di un'individualità che abbiamo in occidente.”

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