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L'Assedio/THe Siege

Arterie

regia Monica Ciarcelluti/ Bassam Abou Diab

anno 2019

attori Mariangela Celi, Gisela Fantacuzzi, Olga Merlini, Rita Mosca, Christian Osolos, Bintou Ouattara, Ibrahim Ouattara, Elisa Ricagni, Emanuela Valiante

scheda artistica
L’Assedio/The Siege è uno spettacolo di teatro-danza, un progetto artistico sperimentale e interculturale che mette al centro della creazione scenica il dialogo tra Oriente e Occidente. La fusione di artisti internazionali, lo spettacolo vede in scena 9 attori/danzatori di paesi diversi tra i quali il Libano, Burkina Faso, Italia, Argentina, Romania, diventa la chiave di lettura per condividere e per affrontare i temi delle oppressioni. Grazie al lavoro del coreografo libanese Bassam Abou Diab, autore del pluripremiato Under the flesh e sotto la direzione della regista Monica Ciarcelluti, la compagnia ha realizzato un attento studio sulla gestualità di origine rituale nelle diverse culture, con un'attenzione particolare al mondo arabo, alla sue celebrazioni religiose e alle sue tradizioni musicali. Ma questi gesti possono trasformarsi in azioni individuali e collettive? Possono raccontare il mondo degli assediati, degli oppressi e degli esclusi? L'Assedio/The Siege si basa su una grammatica e su un linguaggio gestuale che attinge la sua matrice dai rituali religiosi islamici (preghiera, danza sufi e Ashura) e dalla loro frammentazione, arrivando a fonderli in una forma d'arte dinamica accompagnata dalla musica. Musica che diventa uno strumento espressivo nell'ambito di una combinazione teatrale basata su due elementi fondamentali, provenienti dal Teatro classico greco: il coro e l'eroe e sul rapporto mutevole tra questi due. La scrittura scenica non è solo basata sulle azioni e sul movimento ma anche sull’uso della parola, del suono e della voce attraverso la polifonia linguistica. I testi inseriti nella drammaturgia nascono da riscritture di Sartre, Brecht, Camus, Euripide e da testi dall’attualità del mondo politico e mediatico. NOTE DI REGIA Qual è l’idea contemporanea di Europa/Occidente e di non Europa/Oriente? Chi sono i vincitori e chi sono i vinti di oggi? Da queste riflessioni nasce la scrittura scenica, sia attraverso la parola, sia attraverso lo studio della gestualità. Come possono trasformarsi i riti religiosi in azioni e movimenti per poi fondersi e trasformarsi in reazioni individuali e collettive? Un lavoro esistenzialista, di sartriana memoria, in cui idealmente non esistono leader e dove i movimenti nascono in maniera spontanea di cui la lotta è sempre la risultanza di un’azione collettiva.

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