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SE IO FOSSI IN ME

Associazione Teatrando

regia Alessandro Moser

anno 2019

attori Antonia Di Francesco, Alessandro Moser, Davide Nebbia

scheda artistica
In scena c' è una donna in camicia da notte, oltre la mezza età, seduta su una poltrona mentre tiene i piedi in ammollo in una bacinella. Chiama a gran voce, ripetutamente, suo figlio Massimo, oltre i trenta, indaffarato nei preparativi per quello che sembra essere il cenone di Natale. Un albero di Natale sulla destra colora istericamente la stanza. Stanno aspettando Andrea, l' altro figlio della donna che dovrebbe arrivare dall' estero, fuggito dalla casa di famiglia diversi anni prima. Orietta, la donna intenta nel pediluvio, rimprovera a Massimo di non saper cucinare bene come lei, di non avere attenzione nei suoi riguardi e si lamenta per l' arrivo imminente di Andrea. All' arrivo di Andrea, manager di qualche azienda di comunicazione digitale, Massimo sembra sollevato, lo accoglie e lo invita a sedersi a tavola. Non sembra esserci un' ottima comunicazione tra Orietta e Andrea. Massimo sembra essere l' intermediario tra i due. Durante la cena si scopre che Massimo ha chiesto aiuto a quello che sembra essere suo fratello perchè ossessionato dalla continua e petulante presenza in casa della madre, deceduta da poco. Andrea, preoccupato per la situazione, ha in mente un piano per aiutare Massimo a scastrarsi dall' immagine della madre. Decide di prendere in esame tutti gli oggetti della donna presenti nella casa, rievocare la storia di ognuno alla ricerca di un ricordo che nasconda un dolore e impacchettarli in degli scatoloni segnati con un pennarello blu per sbarazzarsene definitivamente. Il piano viene violentemente ostacolato dalla donna che continua a strillare e agitarsi. Mentre Andrea si assenta per una necessità impellente, Orietta porge a Massimo una chiave, quella della porta a vetri, rimasta chiusa da sempre, nella quale sono sepolti ricordi inaccessibili e pericolosi. Al suo ritorno Andrea chiede a Massimo cosa sia quella chiave, Massimo sembra essere fragile, non vuole esplorare il mondo negatogli da sempre, oltre la porta a vetri. Anche Orietta sembra aver cambiato idea e chiede indietro la chiave. Ma Andrea vuole vederci chiaro e decide di aprire la stanza proibita. Con l' aiuto di Massimo da quella stanza recuperano una valigia antica che sembra essere l' unico oggetto di interesse presente. Quando la aprono, contro la volontà di Orietta, trovano solo dei vestiti vecchi e impolverati, tra i quali uno smoking da uomo. Nessuno sa di chi sia quello smoking, ma decidono ugualmente di indossare quegli abiti e di mettere in scena il passato di Orietta. Andrea indossa gli abiti della madre, Massimo lo smoking che non dà indicazioni su quale ruolo interpretare. Nella giacca dello smoking trovano una lettera, alla vista della quale Orietta, dalla sua poltrona, sembra dare in escandescenza. Urla, si agita, si dispera, ma dalla poltrona non si alza mai. Salta la corrente. Forse un black out. Orietta si alza dalla poltrona, accende una candela. Torna la luce. E' sola. Comincia a ricordare.

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