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La storia degli orsi panda raccontata da un sassofonista che ha un'amichetta a Francoforte

Parsec Teatro /CUBO Teatro

regia Girolamo Lucania

anno 2019

attori Jacopo Crovella, Giulia Luna Mazzarino

scheda artistica
Un sassofonista una mattina si risveglia con a fianco una donna che non conosce. Non ricorda il suo nome, dove si sono incontrati, come sono finiti nello stesso letto insieme, e dove siano adesso. “A casa tua”, gli risponde lei. “Chiamami Solange, Annett, Elyzabeth… Chiamami come vuoi”, gli dice. Lui non ricorda nulla, un buco nero avvolge la sua memoria. E quando lei sta per andarsene, lui le chiede di tornare. “Di quante notti hai bisogno per conoscermi?”. Nove. Nove notti. I due così stringono un patto. Per nove notti si incontreranno nella stanza di lui, e poi nulla. Inizia così un viaggio lungo nove giorni e nove notti, il tempo che ci impiega un martello per cadere dal paradiso alla terra. Un viaggio surreale, in cui i due costruiscono il loro intimo mondo, imparano a parlare senza parole, allevano strani animaletti di luce in gabbia, imparano a volare, ad ascoltare le solitudini degli altri condomini. Chi è lei? Da dove arriva? Rimane un mistero, almeno fino alla fine, quando dopo un volo fuori dal corpo, gli chiederà: “qual è il tuo animale preferito?”. Gli orsi Panda. “E dove ti piacerebbe vivere?”. A Francoforte. Lì c’è un bellissimo giardino zoologico. “Bene, allora nella prossima vita sarai un panda”. E tu? “Verrò a trovarti a Francoforte”. La storia degli orsi panda racconta del rapporto tra l’uomo e la sua morte come metafora della solitudine dell’Occidente, oggi dove il singolo rimane singolo, oggetto di consumo, macchina di piccoli riti solitari nel chiuso di stanze chiuse, dentro l’infinita libertà senza frontiere. Racconta della solitudine attraverso un paradosso: Gli sorsi panda è una storia d’amore fra lui, artista solo, e lei, la sua morte. La storia degli orsi panda è un viaggio poetico, un’elegia intima e surreale, sul rapporto uomo/morte e allo stesso tempo una riflessione sulla solitudine dell’uomo occidentale, sull’incapacità di ascoltare il dolore degli altri, capace solo di costruirsi una gabbia in cui vivere, incapace di aprirsi vie alternative di sopravvivenza all’opprimente libertà dell’occidente. E quando, alla domanda: “qual è il tuo animale preferito?”, la risposta sarà: “gli Orsi Panda”, allora capiremo. Matei Vișniec è fra gli autori della nuova generazione più importanti e discussi del panorama europeo. Rumeno, scrive i suoi testi in francese, testi rappresentati in tutto il mondo. La storia degli orsi panda nasce come un testo ordinario per diventare testo di ricerca drammaturgica, con uno sguardo poetico sul contemporaneo, capace di toccare corde profonde e sensibili e allo stesso tempo di fare una feroce arringa verso la solitudine dell’uomo occidentale.

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