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La Dama Demodè

Duolinda

regia Adrian Schvarzstein

anno 2018

attori Silvia Martini & Mario Levis

scheda artistica
La Dama Demodè e’un universo artistico che nasce dall’incontro di due clown con l’esigenza di comunicare in modo semplice, ironico e sincero quello che la società moderna sta togliendo alla loro generazione attraverso strumenti della tecnologia moderna come telefonini, tablet etc...Comunicare senza guardarsi,Sincronizzarsi sullo stesso respiro, stabilire un contatto con l’altro senza i filtri di uno schermo è ancora possibile? Nel mondo dei Demodè la risposta è si. A questo proposito è stata creata una struttura di 2,50mx2,50m con l’intenzione di rappresentare due spazi, uno alto ed uno basso, assegnati ciascun ad uno dei due personaggi, i quali abitandoli, non sanno cosa stia facendo l’altro. Ma attraverso l’ascolto di suoni, di passi, o di gesti a volte inconsapevolmente creano veri e propri numeri circensi.La struttura fa muovere i personaggi su un doppio livello in cui si instaura un gioco di focus sul piano della verticalità. Lo spettatore sarà guidato, attraverso lo studio approfondito della messa a fuoco, a cogliere la giusta visione in qualsiasi momento. Ma la musica lascerà che venga avvolto dal coinvolgimento libero e senza filtri. La struttura fa muovere i personaggi su un doppio livello in cui si instaura un gioco di focus sul piano della verticalità. Lo spettatore sarà guidato, attraverso lo studio approfondito della messa a fuoco, a cogliere la giusta visione in qualsiasi momento. Ma la musica lascerà che venga avvolto dal coinvolgimento libero e senza filtri.Nella Dama Demodè uno dei grandi punti di forza è la caratterizzazione dei due protagonisti: esperti eclettici con uno spiccato senso dell’ironia e della dolcezza. Lei sognatrice, amante dell’Opera, del Balletto, lui,genio incompresoricercatore di suoni.vaga ogni giorno cercando il suono ideale per la sua ultima composizione… Alle orecchie di lei, ai piani alti, arrivano pero’ sempre solo rumori… Questa diversità nell’interpretare l’importanza delle cose genera il conflitto che si esaurirà poi nel finale in cui le diversità e le stranezze di ciascuno saranno accettate, comprese e valorizzate. Capaci di eseguire prodezze circensi come il lancio di coltelli su bersaglio umano, verticalismo e movimento, clownerie, e manipolazioni di oggetti come archetti di violino e hula hoop. Ottimi compositori e interpreti di brani musicali eseguiti dal vivo utilizzando violino, chitarra, loop station e beat box. I due personaggi, affondano la loro essenza nel clown, nel teatro fisico e nel circo. La loro multidisciplinarietà è la chiave che li rende esseri speciali, ma anche dotati di tradurre l’emozione in gestualità comprensibile allo spettatore che non potrà che vivere la simbiosi dei personaggi. Coinvolto, non solo con lo sguardo, ma con tutti i sensi.

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