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Il Minotauro (una ballata)

LIBERITEATRI

regia Nina Lombardino/Dario Ferrari

anno 2019

attori DARIO FERRARI

scheda artistica
Il Minotauro (una ballata) adattamento scenico liberamente ispirato a un testo di Friedrich Dürrenmatt. <<Avvertì che non esistevano tanti minotauri, ma un minotauro solo, che esisteva un solo essere quale egli era, non un altro prima né un altro dopo di lui, che egli era l'unico, l'escluso e rinchiuso insieme, che il labirinto c'era per causa sua, e questo solo perché era stato messo al mondo, perché l'esistenza d'uno come lui non era consentita dal confine posto fra animale e uomo e fra uomo e dei, affinché il mondo conservi il suo ordine e non divenga labirinto per ricadere nel caos da cui era scaturito”>>. E se l’essere metà uomo e metà toro non fosse un mostro?Abbiamo sempre letto il mito del Minotauro come apologo della brutalità mostruosa sconfitta dall’astuzia di Arianna e dall’eroismo di Teseo.Dürrenmatt utilizza il labirinto come simbolo del mondo infido e spietato in cui siamo intrappolati,mondo che altrove ha definito come “una polveriera in cui non è vietato fumare”. Abbiamo sempre letto il mito del Minotauro come apologo della brutalità mostruosa sconfitta dall’astuzia di Arianna e dall’eroismo di Teseo. Friedrich Dürrenmatt rovescia il punto di vista: e se l’essere metà uomo e metà toro non fosse un mostro? Nato dalla bizzarra attrazione scatenata da uno smagliante bovino in Pasifae, figlia del dio Sole e sorella della maga Circe, il Minotauro è rinchiuso dal patrigno Minosse nel labirinto costruito per lui da Dedalo (da cui la metonimia). Quindi, viene incarcerato per un peccato non commesso dal momento che non lo si può ritenere responsabile dell’insana passione adulterina all’origine del suo concepimento.

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