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Francesco polvere di Dio

Invisibile

regia Riccardo Tordoni

anno 2016

attori Riccardo Tordoni Paolo Ceccarelli (chitarra) Simona Bianchi (canto)

scheda artistica
Raccontare la storia di Francesco significa, sostanzialmente, metterla in relazione con la mia vita e, in questo processo, sperare che entri in relazione anche con la vita di altre persone. Quindi si può dire - in una sorta di gioco di parole - che io non racconti tanto la storia di Francesco quanto la storia della mia relazione con la sua storia. Per fare questo tento di guardare la vita di Francesco più esattamente possibile e lo strumento che utilizzo per farlo è il presente. Il presente che è anche fondamento stesso del teatro. Guardare la storia di Francesco al presente comporta un paio di “operazioni”. La prima consiste nel fare il continuo sforzo, durante il racconto, di “dimenticare” ciò che lui diventerà. Ovvero di guardarlo mentre attraversa le vicende della sua vita avendo ben in mente che lui non sapeva che sarebbe diventato Santo né che avrebbe fondato un ordine. Questo, ovviamente, restituisce profondità, direi “tridimensionalità”, alla sua storia. La seconda consiste nel non avere a disposizione un testo imparato a memoria. Quello che faccio è seguire un canovaccio. Ovviamente, con il tempo, molte parti si sono fissate. La particolarità è che le ho imparate a memoria in scena, nell'atto stesso di dirle. E poi resta un margine di creazione al presente che mi costringe a stare sempre all’erta e che mi consente di poter intervenire costantemente e al presente su ciò che racconto, di scoprire aspetti nuovi nell’atto stesso del racconto. Lo studio continuo delle Fonti Francescane, delle infinite biografie, i continui incontri con persone che cercano di conoscere Francesco o di viverlo attraverso la propria esistenza, ovvero il momento del “ritiro”, è così accompagnato dal momento comunitario, ovvero il rituale del teatro. Sicché posso dire che lo spettacolo è in continua costruzione all’interno di questi due poli: il ritiro e la missione. Entrambi sono fondamentali e imprescindibili per raccontare questa storia. C’è il momento in cui mi raccolgo e “vedo” delle cose di Francesco e il momento in cui scopro io stesso, immerso in una comunità momentanea qual è quella che si forma durante la rappresentazione, cose che da solo non potrei “vedere”. Lo storia di Francesco è raccontata da me per quanto riguarda la parola detta e letta, da Paolo Ceccarelli (chitarrista) che esegue quasi esclusivamente brani originali e da Simona Bianchi alla quale è affidato il canto. La presenza della musica, lungi dall’essere mero accompagnamento, è parte fondamentale e fondante della narrazione stessa.

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