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Fil Rouge

Collettivo L'Amalgama

regia Regia Collettiva

anno 2017

attori Caterina Bernardi, Angelica Bifano, Federica Di Cesare, Clara Mori, Miriam Russo

scheda artistica
Le cinque attrici del collettivo L’Amalgama si sono trovate a riflettere sul tema dell’identità femminile: che cosa significa essere donna, moglie, madre, figlia, compagna, studentessa, casalinga, lavoratrice, artista, attrice, amante, sognatrice? Considerata la vastità del tema e la voglia di affrontarlo in un modo che fosse per loro significativo e non retorico, queste giovani donne hanno messo sul tavolo delle loro ricerche prima di tutto le esigenze individuali. Questo ha fatto emergere aspetti molto diversi attinenti alla tematica femminile. L’eterogeneità delle scelte delle cinque attrici è diventato il loro punto di forza, un fil rouge che si è materializzato nell’unione fra vicende personali e di fantasia. Ciascuno di questi cinque spaccati nasce dalla curiosità di esprimere artisticamente il sentirsi donna di ognuna. Queste urgenze hanno trovato, in prima battuta, dei corrispettivi nella letteratura drammatica e di prosa: da Vuoi star zitta, per favore? di R. Carver, alla stand-up comedy Disturbo ossessivo-compulsivo di N. Hilborn a Girls di H. Pinter, fino a Una stanza tutta per sé di V. Woolf. Successivamente è stato fatto un lavoro di scrittura autonoma originale. Si è così arrivati ad una composizione drammaturgica originale: un esperimento di assemblaggio teatrale che cerca di restituire, senza una pretesa di esaustività, un’impressione di donna. È uno spaccato che attraversa ciò che significa ‘nascere donna’ per puro caso: un universo di desideri, incontri, passioni, ossessioni, abbandoni, sconfitte, affetti, delicatezze, erotismi, sogni, ideali. Forse, amore. Siamo in un palazzo e quelle che vediamo in scena sono cinque vicine di casa, in cinque piani diversi di uno stesso condominio. Al centro ci sono pianerottoli e ascensore, fulcro d’attrazione, luogo e momento di scambio dialogico tra le donne. Queste donne si conoscono? Perché sono lì? Non ci vorranno raccontare le solite storie sulla parità dei sessi e sull’evidente superiorità intellettuale femminile? Emergono, di tanto in tanto, momenti di solitudine e di libertà che permettono al pubblico di entrare in punta di piedi nelle segrete stanze di queste donne. Gli uomini, in questo panorama, sono delle presenze assenti. Per parlare davvero della femminilità non si può ignorare la sua controparte maschile, che emerge in questo lavoro come evocazione, e come inevitabile termine di paragone e di confronto.

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