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BALLATA PER MINOTAURO

Silvia Battaglio/Compagnia Biancateatro

regia Silvia Battaglio

anno 2018

attori Silvia Battaglio

scheda artistica
"Una narrazione fatta per immagini e suoni, un montaggio delle attrazioni in cui il materiale letterario non è che uno dei materiali con cui si costruisce la drammaturgia. Non vi è dunque dipendenza dalla fonte letteraria ma riscrittura e reinvenzione. Il Minotauro che appare in scena è un pugile, un ragazzino che si allena ad affrontare il nemico che il fato ha predisposto per lui. Asterione è Toro scatenato che fende l’aria con ganci e jab per scaricare e sfogare il suo desiderio d’amore, la sua solitudine estrema che pur d’essere estinta si accontenta anche di un nemico. Asterione è figlio delle stelle e di re, non solo frutto mostruoso di illecita passione. Questa sua doppia unicità lo separa dal consesso umano non le porte del labirinto che sono sempre aperte. Egli se vuole può uscire, chi vuole entrare non è impedito, eppure la diversità può ciò che nessun cancello, serratura o chiavistello potrebbe. Uno studio questo su Il Minotauro molto maturo, con elementi drammaturgici precisi e un ottimo utilizzo del corpo per esprimere ciò che le parole non dicono" (E. Pastore - LiveArts) "Spettacolo variegato, denso, ricco di segni scenografici chiari e ben orchestrati, dal percorso di sassi, alla finestra sospesa, al rosso vestito e a tanti particolari che disegnano una regia immaginifica e sorprendente" (A. M. Vai - TeatriOnLine) In questa riscrittura contemporanea del mito classico, Minotauro è un adolescente, egli si nutre di fantasticherie che gli fanno da eco-riflesso accompagnando la sua solitudine, in quel ‘palazzo-labirinto‘ che è prigione ma anche alcova e rifugio, è spazio caotico, intricato e grande come il mondo ma al contempo rappresentazione di una piccola parte di esso, è specchio della mente e delle sue paure. Contrariamente all’idea tradizionale del ‘mostro’, qui Minotauro acquisisce vulnerabilità, e nel suo estremo bisogno d’amore è incapace addirittura di riconoscere il tradimento di Teseo, l’inganno stesso del suo tempo. ll ‘palazzo-labirinto’ - come metafora del senso di alienazione e smarrimento interiore - rimanda certamente anche a quei labirinti che la società innalza per contenere le paure, per dominare le diversità e poter quindi conservare il potere: sotto questo aspetto la rivisitazione del mito classico porta in luce contenuti di grande contemporaneità. Minotauro rappresenta metaforicamente la diversità, che è fonte preziosa di tutte quelle possibilità inespresse con cui la società è chiamata a confrontarsi, è forza e grazia, è istinto e ragione, è buio e luce, è terra e cielo, è insomma la natura umana nella sua sfumata interezza: solamente se c’è Minotauro, Arianna può esistere. Nel suo mondo di corpi, immagini e voci riflesse, Minotauro fantastica come un ragazzo a occhi aperti guardando il cielo dalla finestra del suo regno incantato e – attraverso la sua natura umana/bestiale - danza teneramente alla ricerca di un’altra esistenza da esperire, di un altro luogo da abitare, e forse, di un altro corpo da amare.

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