Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime e di Facebook per il diario. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

La Guerra di Tina. Ho sognato il mondo sopra un treno.

La Burrasca

regia Maura Pettorruso

anno 2016

attori Maria Vittoria Barrella

scheda artistica
Ambientato durante il primo conflitto mondiale, La guerra di Tina è il monologo di una ragazza che racconta gli eventi che hanno portato all’arresto suo e della madre, episodi della sua prigionia nel campo di Katzenau, successivamente il ritorno alla vita in paese nel primo dopoguerra e gli albori del fascismo. Il materiale storico di riferimento sono le testimonianze di donne trentine arrestate ed internate nei campi di prigionia austriaci o italiani. Storia d’amore in sottofondo. Tina, la protagonista, è un personaggio il cui scopo è incarnare valori e domande, un’individualità costruita su di una sensibilità contemporanea che si approccia al passato, si finge passato, ovvero, l’avatar di un'ipotetica osservatrice moderna, che indossando una maschera recita la sua parte nella tragedia della guerra e l’ingiustizia della prigionia. Adoperando un linguaggio dal registro composito (contemporaneo, dialettale, colto, vetusto), per poter così scandire momenti comico/ironici e momenti più drammatici o di riflessione, il monologo racconta una storia che attraversa l’intero periodo del conflitto e il primo dopoguerra sino agli albori della dittatura fascista. Ciò, appoggiandosi ad una costruzione per immagini che sono di volta in volta assai concrete e realistiche oppure oniriche, talvolta velatamente simboliche ed evocative, rimanendo comunque in una cornice discorsiva fluida, immediata, accessibile a qualunque tipo di pubblico. La scenografia, minimale e low-tech, (che, incidentalmente, permette al prodotto di essere replicato con molta facilità in diverse situazioni) ha lo scopo di sottolineare e scandire i diversi momenti dello spettacolo: una semplice struttura lignea diventa di volta in volta vagone di treno, baracca, casa, letto a castello, così come i semplici teli bianchi che accompagnano l’attrice durante tutto il viaggio sono abito da sposa, pesanti panni da lavare, un vestito a festa, una coperta e, strappati direttamente in scena, bendaggi per una ferita. Quanto alle tematiche, il nostro spettacolo tocca questioni di storia locale, poco noti, riguardanti il primo conflitto mondiale ed allo stesso tempo prende lo spunto per partecipare alla discussione, cogente, su argomenti d’attualità. S’affronta la questione del genere, così come non si esita a parlare del rapporto fra cittadini/e e autorità. Infine la pace, concretamente intesa come assenza di guerra, nonché la necessità e l’opportunità (e le relative conseguenze) di opporsi a qualsiasi conflitto sono coordinate che nella stesura e rappresentazione dello spettacolo abbiamo sempre tenuto in conto. Per riassumere, “La Guerra di Tina” è il risultato dello sforzo di creare un prodotto culturale e d’intrattenimento, agevolmente riproducibile da un punto di vista “logistico” in qualsiasi contesto, accessibile e leggero nel suo svolgimento sebbene valorizzato da solide basi di ricerca storica, confezionato con un’estetica coinvolgente, semplice e dinamica.

Visualizza la scheda completa su SONAR