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Mille x una - Ora sugnu talianu

Kàos Teatri

regia Veronica Boccia, Massimo Boschi

anno 2017

attori Giuseppe Piccione

scheda artistica
Un ragazzo siciliano di oggi, come ce ne sono tanti, italiano eppure “isolano”, italiano eppure “terrone”, italiano... Uno a cui non si dà più tanta importanza, ma che è costato caro a chi ha lattato, sperato, creduto, a chi è morto per quel riconoscimento, per quell’ideale. Come Gaetano. Uno qualunque, in quel gruppo di “picciotti” che hanno chiesto alla mamma di cucire loro una camicia rossa per seguire Garibaldi, che hanno lasciato tutto, la casa, l’amore, per seguire un ideale, per raggiungere l'Italia; che sono partiti lasciandosi tutto alle spalle e che non hanno più fatto ritorno, incapaci di mantenere quell’unica promessa fatta ai propri cari: “io non mi faccio ammazzare”. Ma se fosse stato tutto vano? Il ragazzo di oggi si guarda intorno: è una continua lotta coi pregiudizi, una continua corsa per colmare il divario col nord, un divario che non deve avere ragione di esistere, ma che eppure è sulla bocca di tutti; vede la terra che ama descritta solo per luoghi comuni; un' italianità che non è senso di appartenenza, ma un banale stato esistenziale che si trasforma in orgoglio patriottico solo ogni quattro anni, quando il calcio ci ricorda che siamo un'unica Nazione e ci porta a sventolare un impolverato tricolore. Il ragazzo di oggi si guarda intorno e decide che non è per questo che centinaia di uomini (padri, mariti, figli) sono morti, che di lavoro ce n'è ancora tanto, che quell'ideale deve tornare a vivere dentro ognuno di noi. E decide di combattere per quello. Sono passati ormai 155 anni dall’Unità d’Italia, dal momento zero, il punto di partenza che ci ha identificati come un unico popolo, che ci ha donato un'identità socio-culturale, un'appartenenza politica, un'uguaglianza di diritti e di intenti. Ma cosa si nasconde dietro a questa grande conquista? Chi furono gli artefici? Chi i generali e chi i soldati? Chi i vincitori e chi i vinti? Dove si combatterono le battaglie più famose? Ogni popolazione ha la sua storia da raccontare, le vittorie, le sconfitte, le grandi gesta pubbliche che passano per i piccoli ostacoli quotidiani, le storie di vita di chi ha creduto, lottato, di chi è caduto e si è rialzato. Milioni di storie, milioni di gesti, milioni di occhi, milioni di punti di vista... Noi ne abbiamo scelto uno: quello dei “picciotti” della Sicilia. Lo spettacolo è suddiviso in tre quadri, i tre momenti cruciali della vita patriottica del protagonista, Gaetano: l’estremo fervore nell'aiutare Garibaldi e i suoi mille guerrieri a sconfiggere i Borboni; la delusione e rassegnazione per le promesse non mantenute dal nuovo Stato ed infine una morte fisica, ma non di ideale, che porta con sé un'importante eredità: sul finale la scena si sposta ai giorni nostri, per dar voce a uno dei nipoti di Gaetano e al suo tentativo di ridare dignità alla vita patriottica del nonno elevandosi, egli stesso, a nuovo padre di quell’ideale patriottico, di quell'“Italia, Nazione, Una, Indipendente, Libera, Repubblicana".

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