Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime e di Facebook per il diario. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

Storia di uno schiaccianoci

Il Teatro nel Baule

regia Sebastiano Coticelli e SImona DI Maio

anno 2018

attori Luca Di Tommaso e Simona Di Maio

scheda artistica
Fiaba per attore e macchine della visione Spettacolo tratto dal libro di Hoffman “Lo schiaccianoci e il re dei topi”, che ispirò Čajkovskij per il suo celebre balletto "Lo Schiaccianoci". Drosselmayer, inventore di automi, costruttore di marchingegni curiosi, esperto nell’arte di dar vita agli oggetti rotti, racconta di come la piccola Marie viva un’avventura meravigliosa e sbalorditiva grazie al piccolo schiaccianoci di legno che riceve in regalo a Natale. “Il buffo schiaccianoci - ci racconta Drosselmayer - era appoggiato sotto l’albero di Natale ed aspettava il suo turno per essere visto. Di lì a poco diviene il preferito di Marie ed insieme vivono incredibili avventure, lottando contro il re dei topi e avventurandosi nel regno delle bambole." Una fiaba immortale, dove la realtà supera la fantasia, narrata attraverso macchine per le immagini che ricordano gli antichi zootropi e le lanterne magiche. La visione della storia è accompagnata dalle musiche di Čajkovskij in un gioco di voce e azione che incanta e diverte. SUL LINGUAGGIO L’idea è nata dopo la lettura di “ Storia di uno schiaccianoci” di Dumas e “Lo schiaccianoci e il re dei topi” di Hoffman, due libri visionari che hanno immediatamente fatto saltare agli occhi la potenza delle immagini visive che raccontano. Da qui la necessità di collaborare con esperti dell’immagine che potessero raccontare attraverso il disegno, la luce e il colore, la storia scritta da Hoffman. Nel corso delle prove abbiamo completamente riscritto il testo in un linguaggio inventato che restituisse proprio l’idea di una “parola sinestetica", ovvero di un linguaggio in cui le parole rimandano non solo al senso, quindi al loro significato, ma il cui significante ricordi l’immagine o il suono a cui si riferiscono. Ne risulta uno stile vicino al mondo infantile: i neologismi senza un apparente significato, sono capaci di aprire le porte magiche del mondo infantile, con immediatezza ed efficacia. Quel mondo in cui le parole custodiscono la magia di un suono che diverte e stabiliscono un legame immediato tra chi parla e chi ascolta. “Un modo di rendere produttive, in senso fantastico, le parole, è quello di deformarle. Lo fanno i bambini, per gioco, un gioco che ha un contenuto molto serio, perché li aiuta a esplorare le possibilità delle parole, a dominarle, forzandole a declinazioni inedite; stimola la libertà di “parlanti”, con diritto alla loro personale “parola” (grazie signor Saussure); incoraggia in loro l’anticonformismo.” (Gianni Rodari - La grammatica della fantasia) La parola inventata, i neologismi e le tecniche di narrazione accompagnano il bambino in una visione multi-sensoriale dello spettacolo consentendo ai piccoli e grandi spettatori di entrare nella storia a diversi livelli di comprensione, e di stimolare uno sguardo attivo.

Visualizza la scheda completa su SONAR