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La prima pietra

E.artEs cum panis

regia Mizar Tagliavini

anno 2017

attori Dafne Ciccola, Salvo Lo Presti, Guido Sciarroni, Mizar Tagliavini

scheda artistica
Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone, si siano modificate? Vittime o carnefici? Quanto la cultura sottile della violenza ci sommerge rendendoci alienati dai gesti, dalle parole… e allo stesso tempo ad essa assoggettati e succubi? Lo spettacolo di teatro-danza “La prima pietra” tenta di portare alla luce queste dinamiche scardinando la semplicistica logica del “puntare il dito”. Cosa accadrebbe se rivolgessimo quel dito, quella pietra a noi stessi e lasciassimo che affondi per toccare le viscere? Lo spettacolo pertanto, attraverso uno sguardo ed una scrittura del gesto che oscilla tra la leggerezza onirica e l’ironia talvolta grottesca, desidera fornire degli spunti allo spettatore per un’autoanalisi guidandolo nello stesso processo visivo ed emotivo che gli artisti si sono trovati a percorrere. Uno spettacolo sul filo teso della domanda “Ma io… quando sono violento?” così da porre l’attenzione sulla facoltà di pensare, la capacità di distinguere tra giusto e sbagliato e le loro implicazioni sociali scandagliando le sfumature e le controversie dell’animo umano. Sembra che una certa “terribile normalità” così come fu definita da Hannah Arendt nel suo scritto “La banalità del male”, comunemente ripudiata da una certa società, trovi luogo di manifestazione nell’intimo delle case così come nelle mani dei potenti senza che ciascuno sia cosciente e pensante in relazione alle proprie azioni. Piccoli grandi violenze quotidiane, piccole grandi violenze sociali, piccoli grandi violenze mondiali scollate dalla percezione e dal pensiero del male stesso. “La prima pietra” è un corpo a corpo interiore per ricucire la distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi. Desidera essere un contributo alla sensibilità di ciascuno così erosa, gravemente indebolita e oggi più che mai prossima alla cancellazione.

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