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Histoire du soldat

Bazzini Consort

regia Ettore Oldi e Antonio Panice

anno 2018

attori Ettore Oldi Antonio Panice Valentina Pennacchio presenti in scena 7 musicisti e un direttore

scheda artistica
«Histoire du soldat», storia da leggere, suonare, recitare e danzare in 2 parti, è un'opera da camera composta da Igor Stravinskij su libretto in francese di Charles-Ferdinand Ramuz. Il protagonista della storia è un soldato che, tornando in licenza dalla guerra, incontra sul suo cammino il diavolo a cui venderà per pochi soldi la propria anima. Concepita in un periodo in cui, per via delle ristrette disponibilità economiche, non era possibile lavorare con grandi organici orchestrali, Stravinskij sceglie gli strumenti più rappresentativi di ciascuna famiglia (violino e contrabbasso per gli archi, clarinetto e fagotto per le ance, tromba e trombone per gli ottoni e una serie di strumenti a percussione) e affida la parte recitata a un narratore. Da questo punto di vista «Histoire du soldat» non è un'opera vera e propria perché manca il canto, tuttavia, benché la parta prevalente sia quella recitata, la musica è fondamentale nel descrivere i momenti salienti. La partitura, infatti, si presenta come una suite costituita da tanti pezzi separati, ognuno col suo preciso carattere. La messa in scena di Bazzini Consort e Le mani nude prevede due attori in scena, Ettore Oldi e Antonio Panice, e una danzatrice, Valentina Pennacchio. Ad essi si aggiunge un organico strumentale di sette elementi più un direttore, come da partitura originale di Stravinskij, che richiede un’elevatissima abilità tecnica da parte degli strumentisti, vista la sua estrema complessità. Il testo originale è stato adattato in italiano da Ettore Oldi e Antonio Panice. L’adattamento ha eliminato la figura del narratore, affidando il racconto di volta in volta ai due personaggi del soldato e del diavolo. Quest’ultimo, inoltre, non viene mai chiamato col suo vero nome, diventando invece un enigmatico “sconosciuto”, vestito di nero, il cui sguardo rimane nascosto dietro a un paio di occhiali da sole a specchio. Alla sola danza di Valentina Pennacchio è affidato il ruolo della principessa, simbolo di ogni sogno accarezzato dal soldato. È la speranza di una possibile vita nuova, lontana dagli orrori della guerra. Dovrà essere salvata, curata, nutrita. Mai data per scontata, nemmeno per un istante. Lungi dall’essere attualizzato, lo spettacolo rifugge però un’ambientazione cronologicamente troppo precisa, rifugiandosi nel territorio di una fiaba senza tempo, in cui lo sconosciuto è solo un riflesso soprannaturale di se stessi, il buio dentro di sé, attraverso il quale si può imparare qualcosa e crescere come esseri umani, oppure lasciarsi trascinare verso il basso, e rendere dannata la propria anima.

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