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LO ZOO DI VETRO

SlowMachine

regia Rajeev Badhan

anno 2017

attori Giuseppina Turra, Elena Strada, Ruggero Franceschini, Diego Facciotti

scheda artistica
Primo successo del drammaturgo americano, ‘Lo Zoo di Vetro’ (The Glass Menagerie) è un dramma dalle fortissime connotazioni autobiografiche e dal confronto e scontro di svariate sfumature tematiche: dalla solitudine alla diversità e all’isolamento, dalla frustrazione alla bellezza e all’amore, dallo scontro generazionale alle aspettative mancate e a quelle ancora attese, il tutto all’interno di un nucleo familiare che ci rivela molto dell’autore stesso. Opera di rara sensibilità, visionarietà e innovazione poetica, ‘Lo Zoo di Vetro’ ci presenta cinque “personaggi della memoria” come rinchiusi in un serraglio delicatissimo e allo stesso tempo infrangibile: Tom, simbolico alterego dell’autore e guida della nostra immaginazione, la madre Amanda, la sorella Laura, il padre e Jim, un giovanotto in visita o “quel qualcosa, da lungo atteso ma sempre rinviato, per il quale viviamo”. La regia di Rajeev Badhan punta a dare nuova vita a questo classico anche attraverso il capace utilizzo del video e delle animazioni video (di Emanuele Kabu), trasportando così lo spettatore all’interno dell’universo soggettivo del ricordo e in quello della fantasia di una mente chiusa nel suo isolamento e nella sua “diversità”. Tennesse Williams ha definito quest’opera “dramma del ricordo”: un ricordo selettivo che vive nei contorni indefiniti della sua soggettività, liquido, trasparente e fragile come il vetro. Questo spettacolo è nato anche con la necessità di condensare in sé le progettualità fondanti di SlowMachine con la stagione Belluno Miraggi: lavorare verso lo sviluppo e l’innovazione di una programmazione volta a riaccendere un dialogo culturale nella città e di una produzione artistica multidisciplinare, con particolare attenzione al coinvolgimento di giovani artisti del territorio.

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