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Gli occhi di Vivian Maier (I'm a camera)

Roberto Carlone

regia Roberto Carlone, Caterina Cavallari

anno 2017

attori Roberto Carlone

scheda artistica
"Ho capito che per entrare nel segreto e nel mistero di quella fotografa favolosa dovevo entrare nelle sue foto" Roberto Carlone (fondatore della Banda Osiris) racconta per la prima volta in maniera inusuale ed innovativa attraverso una forma che unisce racconto, videmapping, fotografia e musica una storia carica di domande e di mistero attraverso quattro personaggi molto diversi tra loro che accompagnano il racconto interpretati da un solo attore-musicista. Quattro personaggi: Un edicolante a cui è stato rubato un istante attraverso una fotografia scattata da Vivian Maier si pone delle domande sulla vita della fotografa e sulla sua vita. Chiuso in una edicola da sempre come suo padre e suo nonno vede il mondo srotolarsi davanti a lui. E racconta dopo essersi documentato le tappe significanti della sua vita. J. invece compra a scatola chiusa da case d’aste, si imbatte su di una marea di scatoloni che contengono un numero infinito di fotografie. Incomincia ad interessarsi a loro, le stampa, le sviluppa e scopre una vita. Presenta al mondo questo patrimonio cinquanta anni dopo. Un fotografo parte per vedere la mostra della Maier ma arriva tardi e sbagliando i tempi viene messo sulla sua strada. La segue. Trova persone sulla sua strada, trova delle vite. Lascia che Vivian sveli i segreti della città che solo lei conosce, si lascia portare dentro un armadio e lì dentro scopre dietro ai cappotti un nuovo mondo. Si lascia precipitare come lei precipitava nelle vite delle altre persone. Un’ombra che si muove all’interno delle sue stesse fotografie, si posa su prati, campanili, strade. una persona perennemente in fuga, che cerca la vita, quella reale, che la cerca per se stessa, una fragilità pari a quella dei vetri più preziosi e raffinati. Una solitudine estrema. La macchina fotografica diventa la sua salvezza, diventa il suo mezzo di trasporto. Attenta a quando la vita fa cadere il velo e compare la vita svelandola. Un’ombra vagabonda in viaggio nel mondo. Per cercare di completare una grande Enciclopedia Visuale. Tutte queste persone sono lontane tra loro soprattutto nel tempo, ma la fotografia, le fotografie di Vivian Maier li riallineano, agganciandole al mondo. Una storia di tempi sbagliati, un racconto sulla binomio fotografia-vita, sulla forza e sul mistero di una donna sola e forte che ha abbracciato il mondo catalogandolo e sull’onestà e l’essenzialità dell’arte. Uno spettacolo che è anche una mostra ed una visita guidata nel mondo di Vivian Maier esplorandone soprattutto il lato di umanità, di poesia senza tralasciare domane profonde sull’arte e la fotografia, la gratutià del gesto fotografico e l’attenzione alla realtà del momento unico e prezioso legato allo scatto. Una dichiarazione di amore verso la purezza della grande fotografa.

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