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NOSTOS

Teatro dei Servi Disobbedienti

regia Federica Amatuccio

anno 2018

attori Francesca Bertolini Margherita Kay Budillon Manuela Davoli Roberto Durso Francesca Nardi

scheda artistica
"Nessuno è il mio nome, Nessuno mi chiamano padre e madre e tutti gli altri compagni". (Odissea - libro IX) Noi siamo Nessuno. Questo abbiamo compreso riflettendo sul senso del confine e sul percorso che ci porta a essere individui, separati gli uni dagli altri per storia, identità, cultura. L'illusione di un confine che ci divide si scontra ogni giorno con l'evidenza della Natura, nella quale tutto si dissolve continuamente, trasformandosi in unità. Il mare ne è la metafora migliore: è confine, ostacolo, ma anche un mezzo di comunicazione, è la via che ci permette di muoverci, di attraversare. Nel mare si muore ogni giorno, di naufragio o di stenti, nella ricerca di un varco, di un ritorno all’unità del tutto. Il Teatro dei Servi Disobbedienti decide con NOSTOS di portare sulla scena la continuità dell’essere umano, nel tempo e nello spazio. Esplora l’assurdità dell’idea di confine. Nostos significa ritorno. Per Nostos il Teatro dei Servi Disobbedienti ha intrapreso una serie di studi sul tema della migrazione, considerata come condizione umana archetipica, andando oltre la cronaca per ritrovare nei testi classici intrecciati alla drammaturgia originale una verità più profonda che riguarda l’essere umano, il suo rapporto con la natura, con il viaggio, con il confine. La migrazione è quindi anche un attraversamento interiore in cui l’uomo si interroga sul suo essere individuo, sui suoi rapporti con l’altro, con la famiglia, la comunità. In questo andare alla deriva finisce col perdere la propria identità, il proprio nome, sospeso in uno spazio senza riferimenti, senza tempo, senza confini, in cui le leggi e le convenzioni dell’uomo non hanno più nessun significato, sopraffatte dalla forza della natura. È la meta ultima del suo viaggio, l’unico luogo a cui fare ritorno. Questa ora è la sua terra. Il suo nome ora è Nessuno. Nostos è uno spettacolo pensato per adattarsi a qualsiasi spazio. La possibilità di immergersi in diversi scenari permette agli attori di sperimentare sempre nuovi tipi di relazione, di sorprendersi ogni volta nello scoprire i limiti insuperabili che la natura di un luogo pone. I limiti di un luogo sono connotati dagli elementi del vuoto e del pieno. Il vuoto è ciò che può essere utilizzato, ció che può acquistare forma, dimensione e senso. La possibilità di vivere uno spazio più grande, più piccolo, con diversi tipi di barriere pone Nostos in un continuo confronto con la realtà ed i suoi effetti. Anche gli spettatori, disposti sul perimetro della scena, fanno parte di questo elemento. Possiamo quindi definire lo spazio come condizione e parte costitutiva della nostra narrazione.

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