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Lo scoglio del mannaro

Il Castello di Sancio Panza

regia Simone Corso, Adriana Mangano

anno 2018

attori Simone Corso

scheda artistica
Siamo nel 1926 e un giovane scrittore inglese, studioso di cultura classica, seguendo le orme del Grand Tour alla maniera dei più grandi artisti nord-europei, giunge presso uno dei tanti avamposti che costituiscono la memoria presente della Magna Grecia. Qui si misurerà con una realtà mitica proveniente dal passato, che ha plasmato in maniera indelebile l’identità di un intero paesino della Sicilia nord-orientale. Di fronte a un tale smarrimento, di fronte all’incertezza che questo mito (tenuto in vita dai cunti che si tramandano di generazione in generazione) profonde nel suo cuore, Edward reagirà provando a illuminare le menti di quegli uomini e di quelle donne, accompagnandole sulla via del vero (e del verificabile) per sottrarli a quella che lui reputa una colpevole ignoranza, causa di una truffa che un furbo prete perpetra nei loro confronti. Ma quanto, questa storia, non appartiene anche a lui? Quanto, dentro quell’alterità, c’è già di simile? Il reale è sempre sinonimo di vero e la verità ha sempre un vestito solo? Lo scoglio del Mannaro è un racconto che affonda le sue radici dentro il terreno del mito. È una fiamma accesa in un tempo passato, ormai troppo lontano perché questo giovane scrittore ricordi la ragione del suo ardere, e così proverà a toccarla con mano, vorrà accertarsi del suo esistere, della ragione del suo bruciare. Passato, presente e futuro si mischiano in un incontro di culture, mito e reale si legano in un abbraccio in cui è impossibile distinguere l’uno o l’altro, come se l’uno completasse l’altro e viceversa, per non lasciare che il vero perda la meraviglia della sua diversità.

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