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Deos

Natascia Belsito - Compagnia Controra

regia Natascia Belsito, Deanesi Andrea, Fannj Oliva

anno 2018

attori Natascia Belsito, Deanesi Andrea, Fannj Oliva

scheda artistica
Idea Natascia Belsito Creato e interpretato da Natascia Belsito, Andrea Deanesi e Fannj Oliva Luci di William Trentini Musiche di Elia Pedrotti, Fabio Soldi, Vivaldi, Chromatics, Thomas Köner Progetto Musicale di Andrea Deanesi ​Scenografie di Annalisa Filippi Elementi scenici, trucco e consulenza costumi di Lucia Santorsola Con il contributo di Fondazione Caritro Sostenuto da KOMM TANZ progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni in collaborazione con il comune di Rovereto ORIENTEOCCIDENTE Dance Festival (Rovereto) CID - CENTRO INTERNAZIONALE DELLA DANZA (Rovereto) Atelier A (Imperia) La casa della danza (Borgo Valsugana) Teatro E (Trento) Artea (Rovereto) La paura è qualcosa che avverti, un istinto. Ti rende immobile e in assoluto ascolto dell’intorno. Dettagli, rumori, pensieri, immagini o forme richiamano ossessivamente la tua attenzione. Nulla ti sfugge. La paura è un avvenimento di qualcosa che potrebbe succedere. La paura è un segno, un segnale. La paura ti porta a pensare “potrebbe”…condizionale. La paura è l’avvisaglia. E' parte di un mondo misterioso di corpi impauriti e paurosi. Avere paura ti incoraggia a metterti in una posizione diversa per essere pronto. La paura è l’inizio. Lo spettacolo si ispira alla nostra società ma soprattutto prende spunto dalle paure personali, da esperienze condivise e autobiografiche, da immagini, suggestioni e racconti che sono stati elaborati nel tempo e hanno dato corpo a questo viaggio metaforico. La paura è parte integrante della società di oggi, dove il dover difendersi da qualcosa o qualcuno che potrebbe nuocere sembra essere il denominatore comune. E' un istinto necessario, salva e protegge dai pericoli imminenti, ma può anche diventare una fonte di blocchi, un ostacolo che lentamente trasforma il modo di vivere e affrontare la quotidianità. In Deos il linguaggio della danza e del teatro interagiscono creando un tutt'uno in una forma essenziale dove il gesto, l'espressività e la danza diventano parola e la parola si fonde nel suono, nella musica e nel corpo. Elementi simbolici e metaforici si susseguono in quadri per raccontare un percorso, un viaggio dentro se stessi dove riconoscere e riconoscersi.

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