Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime e di Facebook per il diario. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

Come vorrei non morire

Attolini

regia Daria Pascal Attolini-Alessia Vicardi

anno 2018

attori Daria Pascal Attolini

scheda artistica
“L’essere umano reagisce cercando sempre delle soluzioni. Sempre e comunque , ogni uomo tende verso un solo obiettivo: essere felice; o almeno, essere il meno infelice possibile. Mira a questo anche chi si alza per andare ad impiccarsi. Qui, il male minore, la scelta, cioè, che rende meno infelici, non è scappare, ma affrontare; non lasciarsi dominare dal “ destino”, ma tentare di interpretarlo.”(Messori , Scommessa sulla morte).La protagonista di questa storia ritrova suo padre e lo perde nuovamente. Nello stargli accanto nel momento più duro della sua vita, ritrova parte del suo passato e lo ricostruisce, rimette insieme i pezzi della loro storia, scopre cose che non sapeva, costruisce un dialogo in cui è finalmente possibile dirsi cose che non erano mai state dette. Il ricordo è vivo ed è raccontato per lasciare un segno oltre lo specifico di questa storia. Nessuno vuole morire davvero. E in questa corsa all’immortalità perdiamo i rapporti più veri. Gli unici per cui valga la pena lasciare un segno. La verità dei sentimenti fa paura, perché siamo in un sistema che si struttura su rapporti a distanza, ego centrati, scontati, in cui anche la morte ha il proprio outlet e l’enorme cimitero on line di facebook è la nuova frontiera dell’immortalità. Un racconto che ha come tema il senso della vita. Esserci, starsi vicini è per noi il senso.L’immortalità dell’arte e l’effimero della vita, il teatro come possibilità di esistere altrove, e la crudezza della realtà che non permette di pensarsi eterni. Ho scelto di partire dal mio materiale e di ampliarlo con delle interviste fatte per strada a persone cui ho domandato : “quale è il momento esatto in cui si muore “? Interessante diventa quella zona di incertezza e di silenzio in cui mancano le riposte e si profilano i contorni di un tabú. D'altro canto la quasi totalità della cerchia di parenti, amici , conoscenti e colleghi, di fronte al lutto, ha reagito con un 'empatia sui generis , in buona fede e cercando di consolarmi ha generato invece situazioni imbarazzanti, tragicomiche.Si trattava di osare senza dissacrare o di dissacrare senza offendere. Il testo aveva un potenziale fortemente ironico, a tratti comicissimo. E ci siamo sorprese a ridere molto più spesso di quanto credessimo possibile. Ci siamo sorprese a sorridere di molti aspetti di un’esperienza tanto tragica. Si trattava di trovare un modo semplice, il più leggero possibile, per trattare un argomento delicato come la morte di un padre e di quel padre nello specifico, senza perdere di vista il senso, il perché di questo racconto. Gli unici oggetti di scena hanno attinenza con la nostalgia, con l'abbandono. Quasi tutti gli oggetti hanno una possibilità maggiore di immortalità rispetto all’essere umano. Attraversano i secoli, ricevono le cure di chi li vuole mantenere in vita, e passano di mano in mano , di famiglia in famiglia, testimoni silenziosi di cambiamenti.

Visualizza la scheda completa su SONAR