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UNA CLASSICA STORIA D'AMORE ETEROSESSUALE

DOMESTICALCHIMIA

regia Francesca Merli

anno 2018

attori con Davide Pachera, Laura Serena e Massimo Scola

scheda artistica
Un nucleo familiare ristretto: madre, padre e figlio. “Un minuscolo puntino nei meandri di un gigantesco universo”. I personaggi di questa storia non hanno un nome.O meglio, ce l’hanno, ma non lo scopriremo mai. “Dov’è tuo padre?”, chiede la madre al figlio,“Dov’è tua madre?”, chiede il padre al figlio, “Hai mangiato?”, chiedono tutti quando non sanno cosa dire. Se attraverso il linguaggio si costruisce e penetra la realtà, quella di Una classica storia d’amore eterosessuale è una realtà fatta di funzioni, dove i nomi propri scompaiono insieme alla capacità di darsi un’identità precisa. Ci si definisce attraverso un ruolo, o meglio, attraverso un’interpretazione di esso, mediata da tradizionali luoghi comuni: una madre non può bere una birra, un padre non può mettersi a piangere e un figlio non può non somigliare a nessuno dei due genitori. Ma che succede quando l’abito che ogni giorno ci mettiamo addosso comincia ad andarci stretto? “Se voi non vi amate, io non esisto”. È l’appello che il figlio fa ai genitori:amatevi! Sempre come il primo giorno. Nel corso della storia (dell’umanità) l’amore è venuto definendosi come il principio fondante del nucleo familiare. Senza amore non c’è famiglia. Ma non è sempre stato così:un tempo i figli si facevano per avere qualcuno che lavorasse al posto proprio e per avere degli eredi. L’amore era secondario, possibile ma non necessario.Oggi non è così: l’amore serve e se svanisce (succede!) va ricostruito o, come nel nostro caso, ricordato procedendo a ritroso nel tempo. Ma bisogna fare attenzione perché, come il più fuorviante dei sentimenti, può rendere la vita insopportabile. NOTE DI REGIA Questo spettacolo nasce da una constatazione: "Nessuno di noi può evitare di essere figlio, possiamo scegliere di essere genitori o amanti o amici, ma essere figli è una di quelle poche condizioni umane che ci accomuna". Ci siamo trovati a parlare di questo, quando eravamo alle soglie dei trent'anni.Forse, perché ad un certo punto ti soffermi a riflettere sulle tue origini. Origini che non hai scelto, ma a cui sei stato destinato inesorabilmente. Origini che non comprendi ma con le quali ad un certo punto della tua vita ti trovi a fare i conti. Il desiderio che anima il nostro spettacolo è quello di sperimentare una nuova modalità di messa in scena indagando temi classici quali l'amore, la sessualità e la famiglia. Non vi fate trarre in inganno:Una Classica Storia d'Amore Eterosessuale non è una storia di genere.E’ una storia di sesso e dei vari modi di viverlo all’interno di un nucleo familiare 'drammaticamente classico'(per parlare di ruoli: una moglie e un marito, non possono fare sesso con qualcun altro. E questo è “classicamente un dramma”). L’ansia da prestazione del primo appuntamento, la passione del conoscersi, la scoperta del corpo dell’altro, l’abitudine, il calo del desiderio. “Non mi guarda più le tette” sono tappe quasi ineludibili di un incontro che, da perfetta magia, può anche trasformarsi in un incubo.

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