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Alice con la Testa nelle Meraviglie

Nicolò Sordo

regia Roberto Adriani, Enrico Ferrari, Nicolò Sordo

anno 2018

attori Roberto Adriani, Sergio Bonometti, Sabrina Campagna, Nicolò Sordo

scheda artistica
Alice con la Testa nelle Meraviglie è un possibile sequel di Alice nel paese delle meraviglie, molti anni dopo. Alice non è più la bimba di Lewis Carroll, ma una vecchia signora che da giovane ha goduto di una certa celebrità per le sue avventure. La fiaba è sempre stata interpretata come il romanzo di formazione di un’adolescente, ma cosa succede se si pensa a essa come alla metafora dell’epilogo di una vita? La vicenda di quell’Alice che, attraverso incontri e peripezie, diventa grande, piccola, di nuovo grande, troppo grande, troppo piccola non potrebbe essere una metafora della morte e della reincarnazione? In La farfalla e il Leviatano. Indagini filosofiche su Lewis Carroll, Renato Giovannoli ci offre questa nuova lettura della fiaba. Da qui, l’intento della drammaturgia originale di Sordo, dove di Alice rimane quasi solo il nome e qualche memoria, è di esplicitare questo sottotesto, parlando così del tema della morte, con un tono delicato e liberatorio, e della fantasia come dono d’immortalità. Alice con la Testa nelle Meraviglie non è uno spettacolo dedicato agli anziani, che per forza di cose sono i più vicini a questo evento, ma uno specchio per i giovani, una proiezione nel futuro, un percorso offerto al pubblico per accettare la magia dolorosa dell’età della vecchiaia e l’epilogo della vita come il semplice scioglimento di una candela, come un bruco che diventa una farfalla, come un cambiamento catartico della nostra natura. Lo spettacolo non è ambientato nel famoso paese delle meraviglie, ma a casa di Alice. A prendersi cura di lei, Alfredo, il suo maggiordomo, e suo figlio, un prete (come lo era anche Carroll), che cerca di distrarla dal pensiero fisso di tornare al paese delle meraviglie, che per lui è solo una fantasia dell’anziana madre. Ma, quando sarà il paese delle meraviglie a cercare Alice, le cose cambieranno: tutto sarà messo in discussione e le prospettive si ribalteranno. È veramente il Cappellaio matto quello che si presenta in casa di Alice? Cosa è successo nel paese delle meraviglie? Sono passati anni o solo qualche giorno da quel sogno? Chi può dire che è stato solo un sogno come ci hanno sempre fatto credere? Alice con la Testa nelle Meraviglie si interroga sul confine sottile che intercorre tra realtà e sogno, tra chi è il sognato e chi il sognatore, in un gioco delle parti e degli specchi che mette in crisi i personaggi e la loro idea della verità e del tempo. L’idea a cui abbiamo lavorato nel corso del primo studio è che tutto quello che succede nello spettacolo non è altro che un loop nella testa di Alice, che va a ripetizione. La regia collettiva utilizza la musica classica e la delicatezza gestuale del mimo e della danza contemporanea per creare un’atmosfera da favola. Si è scelto un teatro fisico, dove le parole non sono molte e quelle che ci sono devono colpire, muovere, restare impresse nella memoria.

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