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Alice in superficie

Due Lune Teatro Tenda

regia Giovanni Probo

anno 2018

attori Lara Coclite Marcello Sanapo

scheda artistica
Alice in superficie è un gioco del senso e del non senso, un caos-cosmos, dimensioni che si spiegano e si ritraggono in effetti non causali del tempo, parole insolite, codici e decodificazioni; un contenuto ed un contenitore psicoanalitico profondo che derivano da una precisa necessità ed anche da un bisogno: trovare un linguaggio per ciò che non può essere espresso in altra maniera. Lo spettacolo, dal punto di vista filosofico, rappresenta un’ascesa dalla profondità delle viscere (la caverna con le sue ombre), in cui ogni corpo è mescolanza escremenziale del morto orale, verso la superficie incorporea delle quasi cause che producono effetti/eventi degli espressi e del divenire folle. La superficie è sempre continuo spiegamento di profondità piegate; in superficie il linguaggio esplode, le parole si rigonfiano, si spezzano e si ricompongono in nuovi significanti in cerca di significati. L’evento in superficie è l’espresso o l’attributo, dove si ha a che fare con il paradosso per cui l'evento non è mai fuori dal linguaggio, non è uno stato di cose, eppure deve avere un correlato reale. Alice in superficie, infine, riverbera la dualità universale delle cose, che richiama il tema del doppio e si inserisce quindi sulla molteplicità del conflitto nella natura umana, che, nello spettacolo, si esprime in un continuo ed ineffabile scambio di ruolo, in cui la vittima è anche il carnefice. Una crisi del senso che ben rispecchia la perdita d’identità tipica della società post moderna, e che fatica ad accettare i nuovi paradigmi culturali che il processo di liberazione e condivisione della personalità richiede.

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