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Una Parola Che Manca

Circo all'inCirca

regia Irene Giacomello

anno 2017

attori Davide Visintini Mattia Comisso Valentina Bomben Davide Perissutti

scheda artistica
PROGETTO: Lo spettacolo nasce da una performance realizzata per la presentazione del libro “La Rivincita di Ettore”, un racconto per bambini scritto da Caterina Franchin e dedicato al tema della dislessia. Il tentativo di affrontare l’argomento attraverso un’arte che non utilizza linguaggi formali è parso sin da subito molto interessante. In particolare perché il circo tenta costantemente di indagare le inesplorate possibilità comunicative che il corpo può mettere in scena senza la parola scritta: nel circo contemporaneo non ci sono copioni. È nato così un progetto sperimentale di arte-educazione con le scuole elementari di Sacile (PN). Attraverso una serie di laboratori con i bambini sono stati raccolti materiali di vario tipo, utilizzati sia per la rielaborazione con gli studenti che per la messa in scena di un lavoro teatrale. Il progetto, iniziato nel 2016 ha dapprima coinvolto Valentina Bomben e nel 2017 Davide Perissutti, Mattia Comisso e Davide Visintini, che hanno interpretato le idee e il materiale fisico prodotto dai bambini durante i laboratori. Da questo lavoro è nata la performance “Una Parola Che Manca”. SINOSSI Lettere, i mattoni delle parole, su di loro si possono costruire immensi edifici di senso: discorsi, saggi filosofici, romanzi. Eppure sono così piccole, appaiono così insignificanti che è difficile rendersi conto di cosa succederebbe se non riuscissimo a leggerle. Però se di fronte ad una semplice lettura come questa ti sentissi soffocato, come se tutte le lettere ti si appiccicassero addosso schiacciandoti e non lasciandoti quasi camminare, allora ne sentiresti tutto il peso. Quali strategie per imparare il mondo senza la parola scritta? Di fronte ad un testo incomprensibile per le normali vie della lettura classica nasco- no universi di senso paralleli, uomini con la testa di legno, equilibri strampalati, animali che prendono vita dalla lettera “O”. A te decidere se sentirti escluso dal resto del gruppo, rinchiuso nella tua testa che sembra di legno, oppure impa- rare a leggere il mondo da un altro punto di vista.

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