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RAZZA UMANA

Atelier Scimmie Nude

regia Gaddo Bagnoli

anno 2018

attori Camilla Giacometti, Simona Ornaghi, Laura Rinaldi, Barbara Rivelli, Michela Serra, Marta Tempra Gabbiati

scheda artistica
Uno sguardo tutto al femminile che indaga i grandi olocausti, quelli dell'umanità tutta e i nostri propri intimi; trasversalmente alle culture, alle razze, alle età, ai generi e alle religioni; la capacità di sopportazione, l'andare avanti, mantenersi vivi, nonostante tutto, nonostante gli altri, nonostante noi stessi. Cosa rimane del passato? Cosa portiamo con noi nel futuro? Testimonianza e memoria, accoglienza e speranza. Uno spettacolo sicuramente forte, a tratti scomodo, ma che sa essere anche delicato e commovente. “Con questo lavoro la ricerca teatrale di Atelier Scimmie Nude ha sentito forte l’esigenza di occuparsi della crudeltà umana, per scoprirne le cause e per indagare le modalità del rapporto tra vittime e carnefici. Abbiamo individuato nel genocidio l’argomento più appropriato per sviluppare il nostro tema ma ci sembrava riduttivo dedicarci solo della ben nota Shoah, infatti questo percorso artistico non si ispira solo allo sterminio ebraico ma anche a molti altri olocausti di massa riguardanti altri popoli perseguitati. Ci siamo documentati sui gulag russi, sulle persecuzioni armene, sulle pulizie etniche nei Balcani, fino a quelle africane ed orientali, focalizzandoci sullo sforzo di comprendere come e perché sia possibile tanta crudeltà tra gli uomini, uomini che in altre occasioni si dimostrano all’opposto tanto socievoli e caritatevoli. Stavolta il nostro “teatro d’indagine sull’uomo” giunge ad una tappa molto dolorosa ma necessaria per capire uno dei lati più oscuri dell’Umanità.” Gaddo Bagnoli Una commistione di linguaggi Come già accaduto per le precedenti produzioni di Atelier Scimmie Nude, anche per “Razza Umana” si predilige una collaborazione tra diversi linguaggi. La base del lavoro si radica in un teatro fisico, dove la parola diventa azione verbale importante quanto la stessa azione fisica; il movimento e l’uso dei corpi non si declina nel linguaggio della danza a tutto tondo ma della danza ha l’organizzazione in partiture fisiche in cui l’espressività si formalizza in maniera precisa e veicola un contenuto espressivo potente. Accanto a tutto questo si interseca il lavoro sul canto come canale di vibrazione amplificato rispetto alla propria intimità. L’uso del canto è stato evidente nelle scorse produzioni “Iliade” e ancor più “Eneide”, in “Razza Umana” la forma del canto ha trovato ancora più spazio.

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