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MEMORY BOX

ZoeTeatro

regia Emiliano Pergolari

anno 2018

attori David Rinaldini Matteo Ciccioli

scheda artistica
MEMORY BOX - Zoeteatro Suggestioni a partire dal Nastro di Krapp di Samuel Beckett Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…” (Pier Paolo Pasolini) Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio. (Samuel Beckett) Il passato è una sedia a dondolo. All'interno di una scatola. O meglio, di una Memory Box. “(...) Memory Box è la vostra scatola dei ricordi, grazie alla quale avete la possibilità di ricominciare sempre da capo, di correggere e modificare tutto quello che per voi è andato storto oppure che intendete per qualsiasi motivo cancellare. Memory Box è la scatola che potete riempire a vostro piacimento, un album fotografico che cambia come volete voi, e a quel punto non avrete più bisogno di niente e di nessuno, i vostri sogni vi basteranno! (...)” Un uomo (il Soggetto 16) dondola all'interno della propria tana e ricorda il suo passato. Arriva un momento in cui vale la pena tracciare un bilancio, soppesare i successi e i fallimenti di una vita Quest'uomo è lì, e dondola, medita, alla ricerca di quel momento unico che ha cambiato la sua vita e l'ha reso l'uomo che è ora. Che cosa rende quel ricordo immutabile? E' successo veramente quello che noi ricordiamo, oppure dentro di noi lo abbiamo in qualche modo deformato? Se tra le sue sfumature si annidasse altro? Quel ricordo è reale? Siamo partiti da Krapp, uno dei personaggi simbolo dell'opera beckettiana, un uomo, solo, coi suoi ricordi, le sue bonine e quel momento in cui tutto sarebbe potuto cambiare. Si sarebbe potuto tentare. Questa voltà però la stessa situazione diventa un esperimento pubblico, la Memory Box. La ricetta è dimenticare i propri dolori, immaginare un nuovo passato per un presente ed un futuro più sereni. Lo strumento è la tecnologia, il progresso, il futuro, sebbene, come sappiamo, è proprio lì dietro l'angolo, a un tiro di schioppo. Ce la farà il nostro eroe ad adeguarsi ai tempi? Dopo Purgatorio, vero e proprio Panopticon per 32 testimoni, volevamo di nuovo indagare la relazione fra attore e spettatore, questa volta immaginando una vicinanza e un'intimità che permettesse un coinvolgimento “specchiato” degli spettatori, veri e propri testimoni dell'esperimento, nonché potenziali compratori.

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