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Border & Sin

ASSOCIAZIONE CULTURALE CINQUEMINUTI

regia Mario Coccetti -coregorafo

anno 2016

attori Salvatore Sciancalepore e Rocco Suma - Danzatori

scheda artistica
BORDER Il confine è quella linea sul terreno che separa un territorio dall'altro. Il confine è quella linea d'acqua che divide popolazioni vicine. Il confine è quella linea immaginaria del pensiero che scinde le culture sconosciute. Il confine è quella linea emotiva che disgiunge sentimento e ragione. Il confine è quella linea sottopelle che confonde la rabbia con la giustizia. Il confine è quella linea inesistente che separa i buoni dai cattivi. Il confine è quella linea illusoria che fa sentire dalla parte giusta. Il confine è quella linea tagliente che spinge alla paura. Il confine è quella linea incapace di lasciar vedere oltre sé stessi. Il confine è quella linea protettiva in cui lasciar morire la parte migliore di noi. Commissionato dal De Micheli Danza Festival e dal Teatro Comunale di Copparo, BORDER parla del viaggio che conduce ad una nuova vita e del valore della scoperta attraverso la diversità delle persone e dei popoli. La struttura narrativa di questo racconto coreografico, parte dalle testimonianze di vita realmente vissuta, raccolte durante dei workshop formativi sul territorio di Bologna, da un gruppo di rifugiati che da più parti del mondo hanno raggiunto l'Italia. Il viaggio descritto nella performance compara l'attualità dei fatti con la Grande Migrazione della Storia che vide gli italiani spostarsi verso l'America, viaggi disseminati da una costante incertezza di un arrivo in cui lo sguardo volge sempre verso una meta, dal nascondersi in spazi oscuri illuminati solamente da un sottile fascio di luce, da controlli clinici al limite della dignità umana e dalla costante lotta alla sopravvivenza. BORDER codifica e reinterpreta in una continua evoluzione lo spazio, il gesto e l' apparato coreografico, nel tentativo di restituire umanità all'incontro tra corpi che condividono gli stessi occhi, gli stessi denti, le stesse proporzioni e le stesse speranze. SIN Un incontro casuale in una balera pone in relazione due perfetti sconosciuti che, nell'arco di una notte, si vedranno costretti a sviscerare le possibili declinazioni di un legame, nell'incedere ritmico del tango. Le dinamiche di dominio,sottomissione, prosciugamento, assenso, contrasto, desiderio, abbandono, controllo, scoperta e perdita di un rapporto di coppia, vengono interpretate in maniera trasversale, liberando i corpi dal proprio sesso di appartenenza, in un apparato coreografico in cui l'unico atto deplorevole è l'incapacità di afferrare un possibile futuro per lasciarlo dissolvere col trascorrere del tempo. Avviato grazie al Teatro Due Mondi (Faenza - RA), SIN parla degli ideali, della libertà e della ricerca della felicità dell'essere umano in una società concentrata in se stessa. Attraverso la danza, SIN vuole raccontare un valore culturale e una realtà viva, sonora, che continua ad ardere. SIN indaga il confine tra la distanza e la vicinanza degli esseri umani, le relazioni e il desiderio di conoscersi e riconoscersi come un unico corpo.

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