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AMOROSI ASSASSINI...FACCIAMO FINTA DI NIENTE, DAI!

VALERIA PERDONO'

regia VALERIA PERDONO'

anno 2016

attori VALERIA PERDONO' e con Marco Sforza

scheda artistica
Fogli e un pianoforte, documenti e musica, cronaca e poesia, l’attualità col sorriso dell’ironia. Una donna che parla di donne con un uomo e insieme al pubblico. Una donna che pensa alle donne e a se stessa. La storia di Francesca Baleani fa da filo conduttore insieme a citazioni, canzoni e riflessioni. Da Esiodo alla Merini, da De Andrè a Gaber passando per Daniele Silvestri, Aristotele, Berkoff, il Trio Lescano, mamme, nonne e portinaie varie. Per dare una voce in più. Per non fare finta di niente, o almeno provarci. Per aprire una piccola riflessione sulla violenza sulle donne, sull'amore, o sulle donne e basta. Con tutta la violenza che comporta, e con tutta l’ironia e la leggerezza che mi contraddistinguono come donna e come attrice. Come può in una stessa frase convivere la parola AMORE con ASSASSINO? Purtroppo può, perchè la violenza sulle donne spesso viene confusa col troppo amore di un uomo verso una donna, e diventa, ogni giorno di più, protagonista delle nostre vite e delle più crudeli vicende di cronaca. Non perchè prima non ci fossero così tanti episodi come negli ultimi anni, solo perchè finalmente se ne parla. Qualche anno fa il Telefono Rosa di Mantova mi chiese di occuparmi della questione a teatro, ma io non sapevo da dove partire. Erano (e sono) troppi i casi! Tra tante storie, però, mi ha colpito quella di Francesca Baleani, innanzitutto perchè ha un lieto fine, se così si può dire (quasi uccisa dal suo ex marito, si è salvata per miracolo ed è riuscita a ricominciare una nuova vita), ma anche perché si è consumata in un ceto sociale e culturale benestante (all’epoca dei fatti,il suo ex marito era il direttore del Teatro di Macerata). Sono partita da qui per interrogarmi su cosa sia "violenza sulle donne" oggi, anche senza violenza fisica, sul Sessismo nel linguaggio, nei comportamenti, sugli stereotipi, e sulla responsabilità delle donne stesse. Come si fa a raccontare una storia del genere? Quanto è importante raccontare, oggi? Che valore può ancora avere il teatro in questo? Con l’aiuto di illustri autori, proprio come si fa quando si studia e si cercano fonti, ma soprattutto della musica, che distende e con parole poetiche innalza, poniamo domande senza la presunzione di voler dare alcuna risposta, ma col solo tentativo di parlarne insieme, e di farlo con una chiave fortemente ironica, col sorriso, nonostante tutto.

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