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Wunderkammer

WUNDERTRUPPE

regia Paola Aiello, Natalie Norma Fella, Irina Lorandi

anno 2017

attori Natalie Norma Fella, Irina Lorandi Giulia Qualizza (musicista)

scheda artistica
Sinossi Una casa isolata in una conca naturale, teatro dell’omicidio di un uomo trovato morto, strangolato nel proprio letto. Unica persona presente in casa: la moglie. La pièce racconta di due donne, quasi sconosciute, che si ritrovano in quella casa in attesa che i loro mariti compiano le indagini. Tutto vive in una camera delle “meraviglie” dove le due donne troveranno spazio per riflessioni, scontri e nuovi sguardi circa la propria percezione del bene e del male e delle relazioni tra il mondo maschile e quello femminile. Lo spettacolo è liberamente ispirato alla storia narrata in “Una giuria di sole donne” di Susan Glaspell. La vicenda viene indagata attraverso un percorso di ricerca che ha come obiettivo la messa in dialogo tra molteplici strumenti attoriali e drammaturgici. Il linguaggio della parola si fa portavoce di quello che succede nella realtà della scena, il linguaggio del corpo invece è veicolo per l’esplorazione del mondo interiore delle due donne protagoniste. Un giallo al femminile per guardare all'orrore di un omicidio con delicatezza e ironia. Perché “Wunderkammer”? La wunderkammer rinascimentale è una stanza che accoglie due tipologie di oggetti: i Naturalia e gli Artificialia. I primi sono solitamente esemplari sotto teca di animali grotteschi, rari, talvolta frutto di bizzarri esperimenti; i secondi invece sono oggetti creati dall'uomo, spesso opere d'arte o di ingegno, che per lo più trattano argomenti o vicende cruente rappresentate con leggerezza. Racchiusi nelle loro vetrine questi Mirabilia (la macrocategoria che racchiude tutte le tipologie di oggetti esposti/conservati) non suscitano timore, ma meraviglia, spingendo lo spettatore verso la rêverie e la riflessione filosofica. Il progetto di spettacolo prende spunto dal meccanismo della Wunderkammer per suscitare nel pubblico lo stesso sentimento di curiosità e di riflessione filosofica verso i temi del male e delle relazioni tra maschile e femminile. Le due protagoniste infatti compiranno un’inconsapevole indagine proprio attraverso l’incontro con oggetti quotidiani che poco a poco rivelano la loro natura di indizi-mirabilia. Questi indizi non sono presenti in scena, ma vengono evocati dalle attrici attraverso un lavoro fisico che, a partire dalla precisione del movimento quotidiano, evolve fino a far emergere nel corpo la vita interiore dei personaggi.

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