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Vestimi bene e poi uccidimi

Atopos Compagnia Teatrale

regia Marcela Serli

anno 2017

attori Ksenija Martinovic Federica D'Angelo

scheda artistica
Cos’ è davvero “Vestimi Bene e Poi Uccidimi” ? Due attrici (una serba e una siciliana) e una regista (argentina). Delle domande: Cosa comporta fare il nostro lavoro in Italia? È eticamente corretto fare arte con il proprio vissuto? Un personaggio: Ofelia e la repressione, Ofelia e il disamore, Ofelia e la morte. Chi è oggi Ofelia? Un testo: Smascheramenti continui quasi a cadere, ancora una volta lì dentro, nel caro, nostro, Amleto. Amleto e il teatro, Amleto e la finzione, Amleto e la fine delle cose. Un gioco: Poetico di due donne che fanno le attrici e che per una sera interpretano un personaggio. L'inizio Il desiderio di indagare e raccontare l’intimità di una ragazza che esce dalla casa dei suoi genitori. La spinta ad uscire da quel mondo, per crearsene uno proprio o almeno trovare un posto in questo mondo, costituirà ad un certo punto la sua “uscita da se stessa”, portandola a compiere l’estremo atto al pari dell’Ofelia shakespeariana. L’analisi di questo primo lavoro ci ha fornito elementi di riflessione esterni al mondo di Ofelia, pensando alla giovane come se, essa stessa, fosse quasi una pianta. Una pianta che vive in un giardino dove non è desiderata. La stessa lavanda, il muschio, il narciso dell'Ofelia shakespeariana alludono al destino di fiore che non si trasformerà in frutto, ma si farà invece luttuoso ornamento della tomba paterna e della propria.

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