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Dionisiaca - Opera Buffonesca

Valdrada

regia Chiara Becchimanzi

anno 2016

attori Giorgia Conteduca, Daniele Fabbri, Brunella De Feudis, Monika Fabrizi, Elisa Spanò, Antonia Harper, Claudia Romito, Giulia Vanni

scheda artistica
liberamente ispirata a Eschilo, Sofocle, Euripide raccontata da un Branco di Buffoni TARGET: Dai 13 anni in su Un Dioniso capriccioso, eterna allegoria del potere, muove i suoi sottoposti come fossero insulse marionette, con un occhio sempre meno velato all’apparenza. Un branco animalesco, sporco, inquietante eppure buffo - i reietti, i cacciati, gli emarginati, che non credono in niente e ridono di tutto– condurrà il pubblico in un viaggio trasversale di riflessione sulle dinamiche del potere, attraverso un limbo tra il tempo mitico della leggenda e quello quotidiano della realtà: l’intento è quello di recuperare la dialettica tra umano/divino e nascosto/rivelato, reinterpretando i temi della tracotanza (hùbris), del riconoscimento (àgnis) e dell’ira divina, per attribuirli alle divinità che oggi, tristemente, governano le nostre vite. Teatro-danza, video-mapping, tamburi e violini dal vivo, scenografie in movimento, un’irriverente ironia e la grande intensità del branco buffonesco attraverseranno uno scenario urbano senza tempo, per ricordarci che Penteo cercava la Verità, ed è stato punito… E’ allora che i morti si destano, e il buffone scivola nella satira, per ricordare al pubblico quali siano i nuovi déi…chi sarà il prossimo Penteo, la prossima vittima sacrificale? La drammaturgia comprende in parte brani mutuati alle tragedie euripidee relative al ciclo di Tebe, ma si baserà soprattutto su scritture originali a cura della Compagnia e dell’autrice. Temi fondamentali saranno il rapporto tra Verità e Finzione, la detenzione arbitraria del potere, l’insieme dei cittadini e delle cittadine tra gregge e branco, gli strumenti di massificazione delle coscienze. Il tutto, attraverso un’alternanza di atmosfere ed emozioni repentina e cangiante: cercheremo di far sì che il pubblico sia colto di volta in volta da commozione, suggestione, suspense, paura, e naturalmente dalle risate: perché di riflettere c’è bisogno, ma se si riflette ridendo si riflette meglio. La regia si basa sull’alternanza mai scontata di due strumenti artistici e drammaturgici plurali, dalle grandi potenzialità sceniche: il coro tragico e il branco buffonesco - un esperimento drammaturgico originale, che raramente è stato indagato a fondo. I Buffoni sono nomadi, come gli artisti. Guidate da questa suggestione, abbiamo condotto un lavoro di ricerca sulle sonorità dei popoli del Mediterraneo e non solo, soprattutto in relazione ai rituali, contaminando la tradizione ROM della Festa della Primavera alla preghiera palermitana per Santa Rosalia, le sonorità nipponiche taiko a quelle del Sud Italia, il sirtaki al gospel. Ogni sonorità sarà associata ad un’atmosfera emotiva diversa, e a differenti pattern di movimento espressivo che siano sempre risultati di una o più contaminazioni culturali. Dedicato anche a studenti dalla terza media in su, per favorire lo sviluppo di coscienze critiche e veicolare contenuti poetici e letterari con un allestimento dal grande impatto emotivo.

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