Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime e di Facebook per il diario. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Leggi la cookie policy Chiudi

DECAMERON 451

Associazione Culturale Mitmacher

regia Stefano Scherini

anno 2016

attori Nicola Ciaffoni Giovanna Scardoni Stefano Scherini

scheda artistica
“C'è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L'uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato.” Andrej Tarkovskij. “E se si osservi l’officio dei poeti, essi non sono obbligati a questo vincolo di usare la verità nella superficie delle loro invenzioni; e se venisse tolta la licenza di vagare per ogni genere di immaginazione, il loro ufficio si risolverebbe proprio nel nulla”. G. Boccaccio In un futuro prossimo a noi, un'autorità di "salute culturale" valuta quali libri siano ancora da conservare e quali no. Il Decamerone appare come una raccolta antica di racconti inutili. Il libro è messo al bando, da bruciare per sempre. Tre uomini si incaricano, per il bene della cultura e della libertà di pensiero, di imparare il Decamerone a memoria e si fanno divulgatori segreti: sono "carbonari" della parola boccacciana. Mettono il libro in scena, per meglio ricordarlo, lo rappresentano al pubblico, che è con loro custode della memoria della cultura e complice della sua sopravvivenza. I tre protagonisti dello spettacolo, nel consegnare agli spettatori le novelle di Boccaccio, realizzano progressivamente come i temi fondanti del capolavoro trecentesco – fortuna, natura, amore – siano temi universali, che riguardano la vita di ogni singolo uomo. DECAMERON 451 nasce dalla suggestione offerta dalla lettura di una grande opera della narrativa internazionale – il Decamerone di Giovanni Boccaccio – proposta in un’atmosfera culturale propria delle grandi distopie letterarie, tra cui Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, e si pone l’intento di restituire la contemporaneità di questo capolavoro della letteratura italiana, atto fondativo della nostra lingua. Nel realizzare il nostro spettacolo Decameron 451, ci siamo domandati quali segni restituissero meglio l'idea di mondo contemporaneo che proponiamo. La chiave distopica di Fahrenheit 451, in cui immergiamo la nostra narrazione boccacciana, porta con sé la presenza di tecnologia di cui oggi facciamo largo uso già in età giovanissima. Abbiamo quindi optato per la presenza sul palco di videoproiezioni, sia registrate che in diretta attraverso il comune uso di cellulari, per riflettere da un lato sulla pervasività della tecnologia nelle nostre vite, dall'altro su come questa modifichi, a volte moltiplicando quasi all’infinito le possibilità stesse della nostra narrazione, quella delle nostre esistenze. Le immagini proiettate quindi modificano e si integrano con il racconto delle novelle di Boccaccio o restituiscono la violenza di un mondo sotto controllo, alla Fahrenheit appunto. La tecnica utilizzata per la narrazione delle novelle risulta molto diretta, al pubblico, in un impasto continuo con le esistenze dei tre narratori che si trovano coinvolti nei temi boccacciani.

Visualizza la scheda completa su SONAR