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UBU BRAT Buffa storia di un burbero briccone

BRAT

regia Michele Modesto Casarin

anno 2016

attori Claudio Colombo Agata Garbuio

scheda artistica
UBU BRAT Buffa storia di un burbero briccone BRAT apre le porte del suo teatrino, varcate le quali si entra in un mondo “patafisico” cioè delle soluzioni immaginarie, un mondo folle e surreale in cui tutto diventa possibile: il mondo di Ubu. Personaggio scandaloso, dissacratore delle convenzioni, incapace di rispettare quello che il senso comune si aspetta, Padre Ubu è un ossimoro, capace di raccogliere in sé ogni imprevedibile umore e bassezza, ogni formulazione ed enunciazione idiota o visionaria, diventando così uno dei grandi archetipi della storia del teatro. Ubu nasce anche come burattino e questa sua altra natura fiabesca giustifica e stempera gran parte delle sue colossali smargiassate. Così la scena si anima di queste teste di legno, in forma di grandi maschere, pronte a dare e prendere bastonate; che si muovono in maniera sghemba e umorale, tutte nervi e sensi, lontane dalla freddezza e dai rigori della ragione; che mettono costantemente in dubbio, e nei fatti negano, le convenzioni del viver civile, i sentimenti buoni, ogni possibile o ipotizzabile logica di relazione. Ubu di fatto è uno dei tanti “tricksters, che nascono affamati, ma ben presto diventano padroni di quella forma di inganno creativo che è un prerequisito dell’arte. Il trikster è l’idiota creativo, il saggio buffone, il bambino dai capelli grigi, il travestito, il dissacratore. Laddove un senso di onesto comportamento impedisce a qualcuno di agire, lì apparirà il trickster pronto a suggerire un’azione amorale, qualcosa di insieme giusto e sbagliato, che permetterà alla vita di continuare.” (Lewis Hyde). Ubu BRAT è un mondo che mescola provocazione, assurdo, farsa, parodia e umorismo crasso e sbracato, trasformando il tutto in una buffonata, che però potrebbe essere più seria, verosimile e vicina di quanto si pensi.

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