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Rien Ne Va Plus

MarinaRomondia

regia Nicoletta Bracciforti Robello

anno 2017

attori Marina Romondia

scheda artistica
NOTE DI REGIA Che cos’è il gioco, o meglio l’azzardo che del gioco è la febbre essenziale, se è vero che sembra far parte della natura umana tanto da far apocrifa comparsa anche nella storia di Cristo con le sue vesti di condannato a morte contese a dadi dalle guardie ai piedi del Golgota? Martina sembra non aver dubbi; è il brivido. La straziante tensione verso il piacere, il momento di sospensione che precede l’appagamento del desiderio. Questo è ciò che Martina ricerca su tutto e al quale tutto è pronta a sacrificare. Il bel testo che Marina Romondia scrive a partire dalla sua personale esperienza di moderatore di siti dedicati al gioco d’azzardo, frequentati da centinaia di persone dominate da quella tensione solitaria, va a fondo. Protagonista ne è Martina, una ragazza come tante, che vive con la nonna e attraversa esperienze e scelte che segnano come in una sequenza cabalistica i suoi 17, 21 e 24 anni, dando via libera alla vertigine di giocare e puntare sempre di più. Giocare per Martina non ha niente a che fare con la vincita o la perdita, che si equivalgono e sono solo il trascurabile esito dell’atto di giocare, quanto appunto con quella natura che evocata nella sua essenza e lasciata libera di fluire, fa senza argini, fa paura. SINOSSI Sulla scena, una poltrona, una sedia e uno sgabello con le ruote. I personaggi, Martina e la nonna, si muovono in uno spazio che a seconda dei momenti della narrazione si trasforma; ora è la cameretta, ora il salotto di casa, ora è il casinò ora è la sala slot di un piccolo bar di provincia. Il monologo si apre con Martina, adolescente col vizio del gioco, che rientra a casa col morale di un condannato a morte: deve dire alla nonna con cui vive che ha appena perso tutta la sua pensione al gioco riducendole sul lastrico per un intero mese. Martina è contrita ma sa che lo rifarà. La reazione della nonna è del tutto inaspettata. Non la rimprovera né si mostra delusa. Solleva la nipote da ogni colpa e le racconta una storia un po’ bislacca, fatta di demoni, maledizioni e soldati romani. Dal dispiacere con cui si era presentata in casa, Martina rapidamente passa al panico. Se la nonna perde la testa, a lei toccherebbero i servizi sociali. Martina non crede ad una parola e la sua vita procede. La ritroviamo dopo qualche anno che ha appena vinto una borsa di studio per l’università, è una studentessa modello ma non ha perso quel suo vizio: entra per la prima volta in un casinò; conosce la roulette, regina di tutti i giochi, e vince inaspettatamente una montagna di denaro. Tra lei e il gioco una sorta di patto faustiano. Martina si lascia vincere da questa passione vorticosa che diventa il suo pane quotidiano. La nonna “muore” lasciandola sola e senza nessun patrimonio in eredità. A Martina non resta che alzare la posta e mettere in palio ciò che ha di più prezioso, la vita.

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